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Michael Schumacher e Nico Rosberg (©Getty Images)

Scelto nel 2010 dai vertici di Stoccarda come giovane promettente da affiancare al rientrante Michael Schumacher Nico Rosberg, all’epoca biondissimo capellone a caccia di affermazione dopo quattro stagioni di poche luci e molte ombre trascorse alla Williams, aveva già accumulato una buona dose di esperienza in pista, ma quasi nulla in termini di podi e vittorie.

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia e mentre il Kaiser si trova in sospeso, ormai da quattro anni, tra la vita e la morte, lui ha vissuto momenti di intensa competizione con l’uomo più forte del1a F1 di oggi, ossia Lewis Hamilton, riuscendo a strappargli il titolo nel 2016, giusto un attimo prima di annunciare il ritiro a sorpresa dalle gare per dedicarsi alla famiglia.

“Ho imparato tanto da Schumi, su tutto i giochi psicologici che erano il suo pane”, ha affermato il tedesco a WTF1. “Lui li adorava e come normale che fosse io ero un bersaglio perfetto allora. Per far capire meglio vi racconto un episodio. Di solito quando manca poco allo start di un GP si va in bagno. Un giorno feci per andare alla toilette e lui era dentro. Per farmi innervosire rimase più a lungo del dovuto. Insomma, faceva piccoli dispetti giusto per aumentare lo stress. Era una sua prassi e sapeva giocare questa carta alla perfezione”.

Un onore

“E’ stato comunque un vero privilegio poter correre con lui nella stessa squadra. Stando gomito a gomito ho potuto comprendere perché aveva ottenuto tanto in carriera”, ha proseguito nell’analisi il 32enne. “Cercava di fare tutto al meglio e la passione che nutriva per lo sport era davvero spettacolare da osservare. Come detto, ho appreso moltissime cose tra il 2010 e il 2012 in Mercedes. E soprattutto per me è stato fondamentale riuscire a batterlo. Se non ce l’avessi fatta oggi sarebbe tutto diverso per me”, ha concluso Rosberg rendendo merito al campione di Kerpen, in qualche modo parte integrante della sua crescita successiva.

Chiara Rainis