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Daniel Ricciardo (Getty Images)

Archiviato un weekend d’Australia che doveva essere del rilancio della F1 ed invece è stato teatro dell’ennesima corsa soporifera, è partita la caccia ai motivi per cui la maggior parte dei GP attuali non regala neppure un po’ di azione.

“Credo che la causa del numero ridotto di sorpassi sia da imputare alle monoposto e alle gomme più larghe“, il parere di Daniel Ricciado pronunciato a Motorsport.com.”E’ difficile ormai trovare aria pulita. E a mio avviso, siamo arrivati ad un punto per cui molti tracciati non sono più appetibili per le gare. Le moto invece essendo più strette possono superare tranquillamente pur andando 30″ più lente di noi. Disporre di guidabilità migliore aumenterebbe senz’altro lo spettacolo”.

Il pilota Red Bull ha poi ricordato con nostalgia le auto pre-turbo. “Anche se si era un po’ meno rapidi era possibile seguire le vetture davanti ed effettuare delle manovre. Quelle odierne sono molto buone dal punto di vista aerodinamico, ci sono tanti profili, basti guardare le fiancate per capirlo. E’ tutto molto incasinato e si va full gas in molte curve”, ha proseguito nella riflessione. “A Barcellona, ad esempio, facciamo la 2, la 3 e la 9 in pieno. Davvero impressionante. Dunque la domanda da porsi è questa: vogliamo girare in 1’22” ma non essere in grado di battagliare la domenica, o vogliamo andare meno forte e riuscire a gareggiare?”.

“Ovviamente a noi la velocità piace, tuttavia ci vuole equilibrio. Ritengo inoltre davvero inutile spendere tanti soldi in motori così complessi. Alcune cose possono essere trasferite sulle auto di serie e va bene, però secondo me oggi si sta sprecando denaro per creare un prodotto eccessivamente sofisticato. I propulsori potrebbero essere un punto di partenza per risparmiare. E poi si potrebbe lavorare su altro. Abbiamo tagliato sui test, ma alla fine tutti i team hanno investito milioni di euro per costruire simulatori”, ha concluso la sua analisi ineccepibile l’australiano, che sembra avere più il polso della situazione rispetto a chi è ai vertici del Circus.

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