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 Flavio Briatore(Getty Images)

Nonostante le  innegabili doti oratorie, da talent scout e venditore di primordine, il percorso di Flavio Briatore in F1 è stato ricco di luci, ma soprattutto di tante ombre. Se in effetti molti avrebbero storie poco edificanti da raccontare sul suo conto, il boss di Renault Sport Cyril Abiteboul non si è fatto sfuggire l’occasione e interrogato sul motivo dei problemi che hanno travolto la squadra corse negli ultimi campionati, ha subito imputato la colpa al geometra piemontese.

I danni di Mr. Billionaire

In soldoni, la scarsa performance degli attuali propulsori francesi se comparati a quelli Ferrari o  Mercedes, piuttosto che la carente affidabilità dimostrata, sarebbero conseguenza delle decisioni avventate  prese fino al 2008 quando era al vertice del team e dell’approccio adottato, a volte aggressivo, a volte troppo blando, condito da difficoltà ingegneristiche e da improvvisi e misteriosi deficit di componenti fondamentali  dell’auto.

“Quello di Viry-Châtillon è un gruppo che necessita di essere ricostruito e in cui tutti devono tornare ad imparare cosa significa lavorare assieme”, ha dichiarato caustico  il manager transalpino a Auto-Hebdo. “Oggi, stiamo continuando a pagare il prezzo delle scelte fatte da Briatore nel 2007, quando ritenne giusto licenziare centinaia di persone alla luce della regola imposta dalla FIA di congelare lo sviluppo dei motori”.

“Per noi  quella mossa rappresentò  una sorta di marcia indietro dal Circus, mentre a Stoccarda  continuavano le loro attività acquistando  la Ilmor e investendo nel futuro con progetti di vetture stradali che avrebbero aiutato la Casa nella progettazione delle F1 ibride introdotte nel 2014”, ha proseguito nell’attacco prima di illustrare il piano  messo in atto sin dalla sua nomina a dirigente sportivo, nel tentativo di riportare Renault ai fasti di un tempo. “Da quando sono in carica ho reclutato cento dipendenti che ora sono stabili in fabbrica. La struttura ovviamente è stata modificata e le responsabilità  ridistribuite. Si respira di nuovo un’atmosfera sinergica e ci si capisce senza parole”, ha concluso Abiteboul.