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Kimi Raikkonen (©Getty Images)


F1| Raikkonen è il vero problema della Ferrari?

A 38 anni ormai suonati per molti Kimi Raikkonen sarebbe da pensione. In F1 dal 2001 quando debuttò gloriosamente con la Sauber, ha trascorso alcune stagioni, dal 2002 al 2006, alla McLaren tra picchi di performance e tante sfortune, prima di approdare alla Ferrari dove nel 2007 conseguirà il suo unico e ultimo per la Rossa titolo mondiale piloti. Cacciato nel 2009 per far posto al salvatore Fernando Alonso, Iceman migrerà nel mondiale rally, per poi tornare nel Circus nel 2012 alla Lotus, sorprendendo tutti per grinta e velocità nonostante una macchina pesantemente influenzata dalla scarsa possibilità di essere aggiornata causa ristrettezze economiche. Rientrato in una scuderia di Maranello scornata dall’insuccesso con il Samurai, dal 2014 il finnico sta vivendo in una sorta di limbo in cui a sprazzi è il driver di un tempo e ad altri è un umile zerbino sempre rincorso da una sorte avversa.

Due esempi di questo suo essersi perso sono le prestazioni di Monaco e Montreal, le due ultime tappe del campionato 2018 che lo hanno visto semplicemente partire e tagliare il traguardo senza alcun brio. Un’apatia che ha portato l’ex F1 Martin Brundle, oggi commentatore per Sky Sports UK, notoriamente emittente a favore di Kimi a dire: “Il team dovrebbe cominciare a preoccuparsi. So quanto sia amato e popolare tra i tifosi, ma anche in Canada ha sbagliato in qualifica e in gara ha chiuso a 30 secondi dal compagno di squadra Vettel che ha vinto”, la dichiarazione del britannico.

A mio avviso è arrivato alla fine. Certo, è ancora capace in alcuni momenti di tirare fuori la rapidità di una volta, ma non riesce più a tenere il passo richiesto per un intero GP e neppure è in grado di fare da spalla a Sebastian”, ha aggiunto. “Vincere la coppa costruttori è super importante per il Cavallino anche per il mercato stradale. Ecco perché dovrebbero puntare su Ricciardo o Leclerc”. E proprio a proposito del campione in carica di F2 e rookie Alfa Romeo Sauber, oltre che membro dell’Academy Ferrari, Brundle sembra avere le idee chiare: “Charles è un ragazzo fatto per la massima serie. Possiede il pacchetto completo. A Maranello osano poco con i giovani, ma secondo me ci sarebbe bisogno di un cambio generazionale”.

“Attualmente potremmo dividere lo schieramento in tre parti: quelli come Iceman e Alo in fondo, Hulkenberg e Grosjean in mezzo e un gruppo di ragazzi rampanti che si sta facendo largo, per cui la Rossa non dovrebbe farsi cogliere impreparata”, il consiglio del 59enne.

Chiara Rainis