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Ferrari, F1 (©Getty Images)

Già grazie al regolamento tecnico introdotto quest’anno e che ha previsto auto più grandi e difficili da guidare avremmo dovuto assistere ad uno spettacolo migliore. In realtà, invece di movimento ne abbiamo visto davvero poco e il numero di sorpassi è stato del 49% inferiore rispetto al 2016. Così per tentare di ribaltare la situazione la Pirelli, in accordo con la FIA, ha accettato di produrre gomme più morbide in tutte le rispettive declinazioni e forse per calmare gli animi, ancora una volta disturbati da una F1 abbastanza deludente, ha promesso se non altro vetture più rapide.

“All’inizio del prossimo anno le monoposto dovrebbero presentarsi più veloci di un secondo al giro”, ha dichiarato il responsabile motorpsort del fornitore unico Mario Isola. “Durante il campionato si dovrebbe essere arrivare a 1″5, quindi entro la fine addirittura a due secondi al giro. Man mano che le coperture diventeranno più soffici, le macchine aumenteranno l’andatura, tuttavia dobbiamo ricordare che ci sarà il peso aggiuntivo dell’Halo, che costerà circa tre o quattro decimi, considerando anche le implicazioni aerodinamiche”.

Cosa è successo finora

Nella stagione appena conclusa i tempi sono calati di 5″ nel confronto con quelli del 2015, sebbene non vada dimenticato il ruolo giocato dal meteo e dall’asfalto rimodernato di alcuni tracciati. Il picco massimo si è registrato nel GP della Malesia, dove il crono segnato da Lewis Hamilton in qualifica e che gli è valso la pole position è stato di nove secondi più rapido.

Va tenuto presente che per compensare l’inserimento del sistema di sicurezza dell’abitacolo, il peso minimo imposto dalla Federazione è stato innalzato di 6 kg, considerato che secondo i dati forniti dalla Force India
il lavoro necessario per rinforzare il telaio e superare i test di carico porteranno ad un + 14 kg, il che significa un rallentamento di almeno 3 decimi a tornata.