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Ferrari SF71-H (©Getty Images)

Tra le cose più o meno strane che hanno destato sorpresa nell’inverno della F1 vissuto tra neve, pioggia e sole a Barcellona, figura certamente il fumo che ogni volta che veniva accesa la Ferrari si diffondeva nel suo box o comunque in pit lane. Se per ora da parte del Cavallino non è arrivata alcuna spiegazione a tal proposito, qualche addetto ai lavori ha provato a fornire una risposta.

In particolare Sky Sports Uk così ha cercato di motivare il nuvolone creato dalla SF71-H: “Tutte le vetture che possiedono una power unit costruita a Maranello, quindi anche Alfa Romeo Sauber e Haas, possiedono uno sfogo rettangolare a forma di buca delle lettere direttamente sotto la luce rossa posteriore utile per l’olio. Questi sfiatatoi sono un elemento essenziale delle attuali monoposto, ma quest’anno secondo le nuove regole devono essere posizioni al di fuori e non possono venire ridirezionati verso il motore. Ciò lascia intendere che le scuderie prima adottavano questo escamotage traendone un evidente boost in termini di potenza. E’ evidente però che la Rossa di oggi abbia più olio da espellere rispetto alle auto spinte da Mercedes o Renault. Comunque non ha nulla a che vedere con quello bruciato che adesso, ricordiamo è limitato a 1.8 litri a gara, ossia quanto viene consumato nella camera di combustione”.

Raikkonen come un gatto

Sempre sul tema Ferrari si è espresso in questi giorni il boss dell’Associazione Piloti Alex Wurz che ha commentato la scelta della Scuderia di mantenere Iceman per un’altra stagione.

“Mi chiedo quante vite abbia!”, ha scherzato l’austriaco. “Dicono che i gatti ne hanno nove, ma Kimi forse arriva a 12 o giù di lì. In fin dei conti il cronometro non conosce l’età del pilota, quindi se nel team sono convinti di poter raggiungere il massimo risultato con questa line-up e giusto che vadano avanti così, anche oltre il 2018”.

 

Chiara Rainis