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Il nome di Lewis Hamilton sarebbe comparso nell’ambito dell’inchiesta ‘Paradise Papers’, nome in codice della nuova inchiesta condotta dal Consorzio internazionale di giornalismo investigativo, che svela investimenti presso paradisi fiscali di personaggi famosi della politica, dello sport e di altri ambiti.

Nei 13 milioni e 700 mila documenti sarebbe emerso anche il neo campione del mondo di Formula 1 per l’acquisto del Bombardier rosso che usa per i suoi spostamenti. L’inchiesta svolta dal giornale tedesco Suddeutsche Zeitung, che ha condiviso i Paradise Papers con l’ICIJ (in Italia ne fa parte l’Espresso), ha studiato  i dati diffusi dallo studio legale Applebye, con sede alle Bermuda, a seguito di un incidente informatico.

Lewis Hamilton sarebbe parte dell’inchiesta in quanto avrebbe evaso l’IVA di 3,7 milioni di euro sull’acquisto del suo jet del valore di 22 milioni di euro. Il Bombardier risulta proprietà di una società con sede alle Isole Vergini, che ha noleggiato l’aereo a una società con sede sull’Isola di Man e, da qui, un’ulteriore locazione a un’altra società alla quale si sarebbe rivolto Hamilton.

Ma i legali del campione Mercedes hanno già fatto sapere che si tratta di un’operazione del tutto lecita: “E’ assolutamente legale per una persona imponibile scegliere la formula della locazione anziché l’acquisto per ridurre l’IVA. L’obiettivo principale è di ottenere un vantaggio fiscale”. Quindi non ci sarebbe nulla di penalmente perseguibile.

Oltre a Lewis Hamilton nell’inchiesta comparirebbero decide di nomi noti. Tra i clienti degli studi offshore compare la regina Elisabetta, Bono Vox, Madonna, Paul Allen, Wilbur Ross, segretario al Commercio del presidente statunitense Donald Trump, Noor di Giordania e molti altri.

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