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Formula 1 – Adrian Newey (©Getty Images)

La Formula 1 da sempre custodisce segreti aziendali di immenso valore. Proprio per questo molte volte appena una vettura viene inquadrata dalle telecamere subito davanti si crea un muro di meccanici ad occultarne la vista. Certo la cosa stona un po’ nel XXI° secolo. Le vetture, infatti, oggi sono abbondantemente fotografate e filmate durante la gara e non è certo una foto in pitlane a cambiare il verso di un campionato.

Su tale tema, in queste ore, sta facendo molto rumore l’autobiografia dell’ingegnere Red Bull, Adrian Newey, “How to Build a Car”. Il britannico è da sempre considerato uno dei progettisti più brillanti della storia della Formula 1. Nella sua carriera, le sue vetture vantano: 9 titoli piloti, 10 costruttori, 142 vittorie e 151 pole.

Una verità sconvolgente

Adrian Newey nel suo libro ha fatto una sconvolgente rivelazione sul suo modo di lavorare in Formula 1: “I tecnici come me colgono ogni occasione buona per guardare le altre vetture. Quando un capo-ingegnere si avvicina ad un’altra monoposto i meccanici subito scattano a coprire tutto. La Ferrari crea un vero alveare intorno alla macchina appena mi avvicino”.

Il britannico però a questo punto del libro sconvolge tutti: “Io ho escogitato un piccolo trucco. Mi avvicino ad un punto della macchina che non mi interessa particolarmente. Immediatamente i meccanici corrono come le falene incontro alla luce lasciando libera la parte che mi interessa, così i nostri fotografi possono scansionare ciò che mi serve. La Ferrari non se ne è mai accorta”.

Chissà se in Ferrari avranno letto anche loro il libro e se prenderanno provvedimenti già dal prossimo Gran Premio in Brasile.

Antonio Russo

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