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Cyril Abiteboul ed Helmut Marko (©Sky Sport F1 Italia)

Tutto è cominciato da una dichiarazione del responsabile Renault Cyril Abiteboul a Motorsport.com. “Siamo molto preoccupati a proposito di come il nostro motore viene utilizzato sulle Toro Rosso“, la sua bordata nel tentativo di motivare i numerosi ko subiti dalla scuderia di Faenza nelle ultime gare e che tra l’altro stanno obbligando i due rookie Pierre Gasly e Brendon Hartley a partire sempre da fondo griglia per via delle penalizzazioni.

Un attacco neppure troppo velato da parte del manager francese, che inevitabilmente ha scatenato le ire dei vertici Red Bull, tanto da uscire con un comunicato in cui si dice: “Purtroppo dobbiamo constatare che il nostro fornitore si è sentito in diritto di andare davanti ai media e imputare la scarsa affidabilità della power unit a nostre incapacità. Ci teniamo a chiarire che le rotture alla MGU-H e alla trasmissione non hanno nulla a che vedere con il nostro modo di operare, lo stesso da tutta la stagione, non fosse per alcuni miglioramenti al sistema di raffreddamento. Dopo la pausa estiva siamo stati vittime di cedimenti a ripetizione, per cui siamo stati costretti a riutilizzare dei pezzi vecchi a mo’ di ricambio. In Messico ad esempio, soltanto due vetture spinte da Renault hanno visto il traguardo. Chissà forse questi problemi potrebbero essere una coincidenza dato che siamo in lotta con loro per la sesta piazza costruttori”, il dubbio sibillino per quel 53 punti vs 48 nell’attuale generale marche.

Le lite in pubblico

Chi pensava che fosse terminata così la vicenda si sbaglia. Nel paddock di Interlagos si è quasi sfiorata la rissa. Protagonisti Abiteboul, come ovvio, e il talent scout energetico Helmut Marko, impassibile mentre il transalpino gli puntava il dito contro pronunciandosi in maniera piuttosto animata.

“Non possiamo accettare simili affermazioni, per questo abbiamo voluto controbattere in maniera ufficiale”, si è inserito nel dibattito il boss Toro Rosso Franz Tost.

“Non vogliamo entrare in simili giochi sporchi”, il parere del consigliere di Viry Alain Prost. “Come azienda presente in F1 da molti anni non abbiamo mai fatto differenze nella qualità dei propulsori forniti ai clienti. Malgrado quanto accaduto abbiamo con il team un contratto e anche ad Abu Dhabi gli forniremo le unità”, ha concluso il Professore replicando alle voci di possibili ripicche nell’ultimo round stagionale.

Chiara Rainis