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Carlo Pernat ha alle spalle una carriera ultratrentennale nel mondo delle due ruote ed è ormai una figura storica del paddock del Motomondiale, con trascorsi al fianco di piloti del calibro di Valentino Rossi, Max Biaggi, Loris Capirossi e Marco Simoncelli. Ed è proprio sulla base di questa lunga e articolata esperienza che, in un’intervista a Motitalia, rivista on-line ufficiale di Federmoto, traccia un bilancio più che positivo del motociclismo sportivo italiano, dopo una stagione che ha riservato non poche sorprese, ma ammette: “Di Valentino Rossi ce n’è uno solo…”.

Carlo Pernat (Getty Images)
Carlo Pernat (Getty Images)

La scommessa per il futuro

La prima constatazione è che, indipendentemente dai risultati in classifica, l’obiettivo di portare dei nuovi talenti nel difficile mondo del Motomondiale è stato raggiunto. “Lo dimostra il fatto che un talento promettente come Locatelli (…) è stato inserito in un team di prima grandezza come quello di Gresini – spiega Pernat a Motitalia – . Esattamente come era successo l’anno prima con Fenati e Bagnaia approdati nel team di Valentino Rossi“.

Più in generale, Pernat si dice per la prima volta dopo tanto tempo fiducioso riguardo alle prospettive per il futuro del motociclismo sportivo italiano: “Non c’è dubbio che gli spagnoli stanno ancora raccogliendo i frutti di un lavoro che è partito da lontano, da circa una decina di anni fa – premette – . Per quanto riguarda l’Italia (…) stiamo crescendo in modo sistematico. Non solo come numero di giovani ma anche come qualità. Mentre 3-4 anni fa abbiamo vissuto una sorta di blackout adesso vedo che la filiera è tornata in movimento…”.

“Vedo anche un diverso entusiasmo da parte degli operatori – aggiunge – e l’esempio concreto sono i giovani emergenti richiesti da team che puntano ai titoli iridati. Fenati, Bastianini, Antonelli, sono il prodotto di questa nuova realtà. E’ un bene che anche le squadre al top puntino sui talenti da far crescere, un po’ come succedeva agli inizi degli anni ’90 quando con Aprilia si partiva con programmi triennali dai quali sono poi usciti i Rossi, i Biaggi e i Capirossi. Ecco rivedo un po’ la voglia e l’entusiasmo di quei tempi”.

Un campione come il Dottore è a tutt’oggi ineguagliato, e lo sarà probabilmente ancora a lungo, ma l’importante è continuare a lavorare su questo meccanismo virtuoso . “Si sta compattando una nuova generazione – sentenzia Pernat -, e anche se di Vale ce n’è uno solo, possiamo tornare ad essere veri e grandi protagonisti”.