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Michael Schumacher (©Getty Images)

Sono passati quattro anni dal terribile incidente sugli sci a Maribel, sulle Alpi francesi. Da allora è iniziato un calvario per Michael Schumacher, la gara più difficile della sua vita che ancora deve vincere, ma ancora non ha perso.

Da tempo ormai non arrivano notizie ufficiali dalla sua famiglia e le poche persone che possono accedere nella sua villa a Gland,  come Jean Todt, Jean Alesi, il professor Saillant e amici stretti, hanno le bocche cucite. Di certo Schumi non può camminare, come dimostra la causa vinta contro Bunte che nel 2015 aveva titolato “Schumacher cammina”. Probabilmente ha gli occhi aperti ma non avrebbe coscienza di se stesso.

A quattro anni di distanza sono in tanti a chiedere un bollettino medico, per conoscere effettivamente le sue condizioni di salute. Ma la famiglia del sette volte campione ha sempre improntato questo periodo buio all’insegna della massima privacy. Nonostante la caratura di un personaggio mondiale la loro decisione va rispettata e condivisa, anche se milioni di tifosi, che hanno rappresentato un po’ la sua famiglia nel corso della sua carriera, meriterebbero un po’ di più.

Una squadra di medici e di infermieri lo assiste quotidianamente. Di lui non esistono immagini e sua moglie Corinna, aiutata dalla manager Sabine Kehm, cercano di blindare ogni buco della serratura. Tempo fa qualcuno ha tentato di trafugare le sue cartelle cliniche nel tentativo di vendere i dati, ma dopo essere stato arrestato si è impiccato.

Dopo un lungo silenzio gli appassionati vogliono qualche notizia in più e lanciano un appello alla famiglia. Umberto Zapelloni, vicedirettore della Gazzetta dello sport, si è spinto al punto di lanciare un appello sul suo blog ufficiale: “Quello che a quattro anni dall’incidente mi piacerebbe avere è un bollettino medico che racconti ai suoi milioni di tifosi come sta realmente Michael, come è la sua vita quotidiana (se così si può chiamare), quali speranze ci siano di recupero..“.

A quattro anni di distanza non ci vuole certo un medico per capire che Michael Schumacher difficilmente riavrà una vita normale. Ma la speranza di tutti è che un giorno possa tornare a mostrarsi in pubblico quantomeno per un saluto a tutti quelli che si sono emozionati con le sue imprese e continuano a pregare per lui.

Luigi Ciamburro

 

 

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