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Fernando Alonso (©Getty Images)

McLaren non può aspettare. Dopo due anni e mezzo in attesa di un motore competitivo la pazienza sembra essersi esaurita. Gli ingegneri giapponesi non sono riusciti a far fronte alla complessità dei propulsori ibridi. E la casa di Woking non vuole perdere più prestigio, sponsor importanti e il suo gioiellino Fernando Alonso. Proseguire su questa strada potrebbe essere l’inizio di un crollo irreversibile.

Il pilota di Oviedo ha annunciato che lascerà McLaren se entro settembre non sarà in grado di lottare per la vittoria. Serve un aiuto esterno per aiutare la Honda a cambiare filosofia. Il boss Zak Brown inizia a tracciare un nuovo percorso. “Hanno bisogno di un po’ di esperienza in F1, hanno bisogno di farlo a mente aperta. Qualcosa deve cambiare. Se continui a fare lo stesso, si continuerà con lo stesso risultato e hanno fatto lo stesso per due anni. Quindi hanno bisogno di cambiare”.

Le prime due sessioni di libere in Canada hanno riconfermato i tanti problemi alle monoposto di Alonso e Vandoorne. Ancora una volta la risposta della Honda è “Stiamo lavorando”, “Stiamo indagando su cosa è successo”. Ma serve una rivoluzione sostanziale su motore e telaio. Non è più un mistero ingegneristico.

I vertici McLaren corrono ai ripari. “Inizieremo a lavorare sulla vettura 2018 al più presto. Abbiamo bisogno di prendere decisioni prima della pausa estiva. Abbiamo un piano B, abbiamo un piano C. Abbiamo amici in pit-lane, quindi stiamo andando a prendere un caffè con loro e parlare di varie cose “, ha detto Brown, mettendo in chiaro che si sta guardando oltre il colosso asiatico.

Dall’angolo della Honda Yusuke Hasegawa cerca di mettere una pezza dopo le ennesime disastrose prove libere. “E’ davvero un peccato che non possiamo convincerli che ce la possiamo fare. Dal punto di vista dei risultati ovviamente abbiamo bisogno di migliorare molto. Sia nelle prestazioni che in affidabilità. Faremo tutto ciò che è necessario fare”. Ma le promesse risuonano ormai come un grido disperato di impotenza.

Luigi Ciamburro