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Sebastien Loeb (©Getty Images)

La notizia del ritorno di Sébastien Loeb nel WRC, seppure per sole tre gare (Messico, Francia e Spagna), ha provocato parecchi mal di pancia. A Sébastien Ogier, innanzitutto, cinque volte campione del mondo e suo grande rivale ad inizio carriera, ma pure ai piloti Citroen, ossia a chi si troverà a dover dividere con lui il tendone. In particolare, a fare pubblica lamentela, è stato Kris Meeke, il nordirlandese, che non ha gradito l’accantonamento del suo attuale compagno di squadra.

“Mi fa piacere che uno del calibro di Séb sia di nuovo nel gruppo, tuttavia è giusto sottolineare che non è un pilota attuale non correndo ormai da cinque anni a tempo pieno. Personalmente, quindi, non trovo corretto che Breen (ndr. ufficiale 2018) sia stato messo da parte. Ok. Non spetta a me decidere, però Craig nel 2017 ha fatto molto bene e si sarebbe meritato un sedile per l’intero campionato questa stagione”, l’attacco dell’ingegnere dal lungo percorso da collaudatore. “Sono nello sport da abbastanza anni da sapere quanto beneficio porti sedersi al volante di una macchina per tutte le gare. Per questo sono convinto che non avrebbero mai dovuto alternarlo con un altro. Non va bene che un ragazzo che è in fase di apprendimento venga accantonato”.

Penso positivo

Dal canto suo, pur avendo dovuto accettare a malincuore di dover saltare tre round Breen, non si è perso d’animo. “Ho imparato moltissimo lo scorso anno e ugualmente mi sono dimostrato consistente. Adesso cercherò di dare il massimo possibile per ottenere le mie prime vittorie, magari in eventi che conosco meglio come Finlaldia e Galles”, le parole del 27enne.

“Nel 2017 Craig è stato affidabile, ora ci attendiamo che possa lottare per le posizioni che contano e un po’ più spesso per il podio, e magari, nella seconda parte di campionato, in rally in cui ha maggior dimestichezza, anche per i successi di tappa”, ha sostenuto il boss Yves Matton, che ha preferito non commentare l’appunto di Meeke.

Chiara Rainis