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Ferrari (©Getty Images)

Dopo settimane di freddi comunicati ufficiali tramite cui ha fatto piazza pulita del passato del Circus, la Liberty Media è finalmente uscita allo scoperto e nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a Il Corriere della Sera il CEO Chase Carey ha spiegato le ragioni di tanta fretta di chiudere con ciò che era stato prodotto da Ecclestone.

La nostra priorità era mettere in moto la macchina organizzativa per far crescere lo sport e il business, successivamente abbiamo voluto portare energie fresche nell’ambiente”, ha illustrato il Baffo a stelle strisce. “Ultimamente si sentivano troppe cose negative. Ricordate quando Bernie diceva che non avrebbe speso soldi per vedere un GP? Ora è tutto molto più aperto, c’è una grande attività sui social, i prezzi dei biglietti sono calati e abbiamo creato fan zone ovunque. Adesso ci resta soltanto da migliorare lo show in pista. Il grosso peso dell’aerodinamica non aiuta e stiamo cercando la soluzione per modificarla”.

Quindi, sollecitato sulle richieste di alcuni protagonisti del paddock a tornare ai vecchi motori atmosferici che facevano tremare le budella al loro passaggio, il manager è parso in parte concorde. “In effetti servirebbe più rumore, tuttavia sono dell’idea che anche se la storia va rispettata non si debba avere paura di cambiare. In molti sostengono che non ci sono più i piloti che fanno sognare, ma in realtà vediamo che sui tracciati si affollano migliaia di persone per vedere in azione i vari Hamilton e Verstappen”.

La Ferrari

Aprendo in seguito il capitolo Cavallino e l’importanza ricoperta dalla Scuderia per la F1 Carey a sorpresa ha argomentato così la questione. “La Rossa è una leggenda e averla vista lottare nel 2017 per il titolo è stato fantastico. Ma io tifo per loro nella stessa misura in cui tifo per tutti gli altri. In fin dei conti ci sono anche altre grandi squadre da sostenere. Ad esempio la McLaren. Ovviamente ci teniamo che resti e per il futuro possiamo raggiungere un compromesso, ma il principio più importante non è negoziabile. L’interesse dei tifosi viene al primo posto. L’attuale modello economico è insostenibile e il nostro target è quello di attrarre nuovi costruttori”.

Infine sul pericolo Formula E vista da alcuni come il nuovo riferimento del motorsport, il 64enne ha chiosato piccato: “È uno “street party” con una missione nobile per l’ambiente. La gente però non sa neppure chi ha vinto la gara!”.

Chiara Rainis

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