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James Allison, Mercedes (©Getty Images)

Fra poche settimane lo vedremo in pista per la prima al Montmelo quale sistema definitivo sulle monoposto 2018, motivo per cui molto probabilmente sarà lui, l’Halo, il vero protagonista della prima sessione di test invernali della F1.

Nell’attesa di osservarlo in azione potenzialmente colorato a secondo delle diverse livree, il direttore tecnico della Mercedes James Allison, lo ha spiegato. “La decisione finale in merito al suo utilizzo è arrivata lo scorso mese di luglio e ciò ha comportato un enorme lavoro da svolgere velocemente. Per prima cosa abbiamo dovuto verificare e chiarire tutte le norme relative al dispositivo, in seguito è iniziata la sfida trattandosi di diversi chili di titanio da collocare sull’abitacolo, il che ha comportato un interessamento di molte altre componenti della monoposto per cercare di restare ancora al di sotto del limite di peso”.

“Successivamente è stato affrontato il problema dei grandi carichi che il device deve sopportare, ossia 10 tonnellate, in pratica un bus londinese su due piani, e dell’aerodinamica”, ha proseguito nell’analisi. “Abbiamo ottenuto di poter fare delle modifiche, dunque ogni team ne avrà uno diverso e conforme alla vettura. L’obiettivo è quello di mitigare la scia affinché non influenzi il buon funzionamento del motore e non sporchi troppo il flusso d’aria verso l’ala posteriore”.

L’ingegnere di Stoccarda si è infine dichiarato convinto che l’Halo subirà un’evoluzione già dal 2019. “Sono certo che negli anni a venire cambierà molto, come è tradizione in un mondo in continuo sviluppo come la F1. Migliorerà probabilmente la sua efficienza, ma spero anche il suo aspetto estetico. Un po’ di buon gusto non sarebbe male. Detto ciò non vi è dubbio che davanti a qualsiasi cosa l’imperativo sia di fare tutto il possibile per implementare la sicurezza del pilota”, ha concluso l’ex Lotus e Ferrari.

Chiara Rainis