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Ferrari (©Getty Images)

Da che è iniziato il mondiale 2018 la Ferrari sembra sempre essere nell’occhio del ciclone. In questi giorni di vigilia del GP di Baku Nicholas Tombazis, responsabile tecnico FIA per la F1, ha scritto una lettera indirizzata a tutte le scuderie per avvisarle che il soffiaggio dello scarico non potrà più essere indotto da speciali mappature del motore bypassando il compressore e la turbina. Un richiamo esteso a tutti ma molto probabilmente indirizzato alla Rossa, la quale avrebbe adottato l’escamotage di una leva dietro al volante di Sebastian Vettel per fare soffiare l'”exhaust”.

“Non verranno più accettate modalità di funzionamento del propulsore specificamente progettate per incrementare il soffiaggio dello scarico anche in curva. Per essere ammissibili, tali flussi dovranno essere il risultato di impostazioni utili a far crescere le prestazioni o l’affidabilità della power unit“, si legge sul documento. In pratica l’obiettivo della Federazione sarebbe quello di inibire qualsiasi tentativo di migliorare l’efficienza dell’ala posteriore. Prima ad essere stata messa sotto la lente d’ingrandimento la Renault, mentre ora, come detto, è la SF71-H a sollevare dubbi, anche alla luce di un suono anomalo proveniente dal suo V6 nei cambi di direzione, rivelato da molti presenti in Cina.

I federali pronti ad indagare

“Intendiamo controllare l’utilizzo dell’unità caso per caso”, prosegue la missiva del tecnico greco. “Tutto ciò per fornire ai team le necessarie indicazioni perché possano rimanere entro i limiti concessi. Anche se non è la soluzione più soddisfacente, riteniamo che sia il modo migliore per gestire la situazione nel 2018, soprattutto perché gli effetti ottenuti non sono rilevanti”.

Non è comunque la prima volta che viene a galla questo argomento nella storia del Circus. Già era stato affrontato nel 2014. “Allora il proposito era di eliminare l’influenza dello scarico sulle prestazioni aerodinamiche della monoposto. Tutto è filato liscio fino al 2017, quando con le nuove regole si è rivista l’influenza del soffiaggio sul carico aerodinamico posteriore, principalmente a causa della posizione più bassa dell’alettone. Chiaramente il beneficio è molto minore di quello che si era visto nel periodo 2011-2013, ma è ancora misurabile”.