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Foto di Gruppo F1 2017 Abu Dhabi (©Getty Images)

In un momento di grande scoramento dei lavoratori che più che generare unità, ha scatenato una guerra tra poveri, anche il mondo della F1 si è trovato alle prese con questioni sindacali e questo mercoledì il Presidente della GPDA (l’associazione dei driver) Alexander Wurz ha annunciato che per la prima volta nella storia del Circus tutti gli iscritti al mondiale hanno sottoscritto la battaglia per ottenere maggiore ascolto dai vertici della categoria.

“Abbiamo chiuso in bellezza raggiungendo il 100% di presenze”, ha dichiarato a Motorsport.com l’austriaco. “La massima serie sta entrando in una fase di grande rivoluzione che porterà a cambiamenti e forse al caos, per questo i ragazzi hanno capito di doversi unire per una tutela maggiore ed evitare che la politica e le lotte di potere esterne vadano ad influenzare le performance in pista. E’ opinione comune che solo restando assieme si potrà difendere la disciplina”.

Le ragioni della presa di posizione

E’ probabile che a spaventare i protagonisti della F1 siano state alcune iniziative prese dalla Liberty Media, ad esempio il famoso e criticatissimo show prima del via del GP di Austin, che per tentare di rivitalizzare il format e aumentare il numero di seguaci, aveva quasi ridicolizzato una professione valutata molto seriamente da chi la pratica.

“Noi vogliamo soltanto che lo sport resti al centro dell’attenzione e che venga preservato il suo carattere di apice del motorismo”, ha sottolineato l’ex McLaren e Williams. “Noi non siamo uomini di spettacolo, ma sportivi che ambiscono a vincere e ad essere i migliori”.

“Ciò di cui abbiamo bisogno è di competizione vera, non creata artificialmente, costosa e irrilevante. In questo momento non possiamo dimostrarci ingenui di fronte ad una situazione tanto complicata e che deve mettere d’accordo corpo governativo e azionisti”, l’appunto finale firmato dall’intero gruppo.

Tra le richieste pratiche di questo documento anche vetture meno dipendenti dall’aerodinamica e in grado di agevolare i ruota a ruota.

Chiara Rainis