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Giancarlo Fisichella (Getty Images)

Oggi Giancarlo Fisichella spegne le 45 candeline, ma guai a ricordarglielo. L’eterno ragazzino del paddock di Formula 1 in carriera ha guidato tutto ciò avesse un motore e delle ruote e si è sempre disimpegnato alla grandissima. Dopo le esperienze in Formula 3 e nel Turismo approdò in Formula 1 nel lontano ormai 1995 come tester Minardi.

Sono i primi passi di un talento assoluto che si fa notare anche dalla Ferrari. Giancarlo Fisichella, infatti, all’epoca guidò anche una Rossa, per la precisione la Ferrari 412 T2 in occasione di un test con alcuni giovani promettenti piloti italiani.

Dopo le prime gare con la Minardi nel ’96 Giancarlo Fisichella passò poi alla Jordan dove trovò il primo podio in Canada. Il ’98, invece, fu l’anno del passaggio alla Benetton, lì arrivarono qualche podio e tante buone prestazioni, ma ancora nessuna vittoria.

Per vedere Fisico trionfare in un Gran Premio di Formula 1, infatti, bisognerà attendere il 2003. Il driver romano ritornato alla Jordan vinse il Gran Premio del Brasile in maniera davvero curiosa e forse unica. A causa della forte pioggia la gara fu contraddistinta da tantissimi incidenti, tanto che la Direzione Gara fu costretta ad interromperla.

La FIA però a causa di un errore di calcolo assegnò la vittoria a Kimi Raikkonen, salvo poi rettificare il tutto 5 giorni dopo e organizzare una nuova cerimonia di premiazione a San Marino al GP successivo per onorare Giancarlo Fisichella e la sua prima vittoria in F1.

L’ultimo successo italiano

L’anno seguente in Jordan non portò altrettanti successi e Fisico decise nuovamente di cambiare aria passando prima alla Sauber nel 2004 e poi alla Renault l’anno seguente. Con i francesi arrivò subito una vittoria al primo colpo in Australia, replicata l’anno successivo Sepang.

La gara fu corsa il 19 marzo del 2006 ed è ad oggi purtroppo l’ultima gara di Formula 1 vinta da un pilota italiano. Giancarlo Fisichella in quell’occasiona, scattato dalla pole dominò la gara davanti al proprio compagno di squadra Fernando Alonso, che a fine anno si laureò per la 2a volta consecutiva campione del mondo.

Dal 2008 passò alla piccola Force India e la portò nel 2009 a Spa ad un miracoloso 2° posto lottando sino alla fine con la Ferrari di Kimi Raikkonen. Proprio quella grandissima prestazione convinse i vertici del Cavallino Rampante a proporgli il sedile rimasto scoperto da Massa dopo il brutto incidente in Ungheria.

Insomma, il sogno di una vita per Giancarlo Fisichella, che accettò senza battere ciglio. Purtroppo all’epoca non era stato ancora introdotto il nuovo sistema di punteggio, quello attuale, che prevede punti iridati sino al 10° posto. L’avventura con la Ferrari in quella stagione di F1 terminò così con 0 punti.

Alla fine del 2009 Giancarlo Fisichella è diventato praticamente un uomo immagine della Ferrari mollando la carriera agonistica in F1. Il driver romano però non ha smesso affatto di correre. Fisico, infatti, oltre ai ruoli istituzionali ricopre per Maranello anche il ruolo di tester e di pilota nelle gare di lunga durata.

Ha partecipato, infatti, a svariate importanti gare Endurance portando a casa tante vittorie. La sua carriera in Formula 1, invece, racconta di: 3 vittorie, 19 podi, 4 pole e 2 giri veloci. Il suo miglior risultato in campionato, invece, risale al 2006, quando con la Renault si piazzò al 4° posto nella generale. Insomma per la F1 ci vuole Fisico. Speriamo di rivedere presto un po’ di Italia in Formula 1.

Antonio Russo