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Jules Bianchi
Jules Bianchi (getty images)

Jules Bianchi è ancora ricoverato in condizioni critiche al ‘Mie General Hospital’ di Yokkaichi, dopo il terribile incidente rimediato al Gran Premio di Suzuka, quando la sua monoposto è andata a schiantarsi contro una gru.

Da un mese Jules Bianchi resta in vita grazie ai macchinari e, secondo le ultime dichiarazioni ufficiali dei familiari, il 25enne driver è ancora in lotta tra la vita e la morte.

 

 

L’ultimo comunicato ufficiale della famiglia Bianchi

“Le sue condizioni continuano ad essere classificate dai sanitari come gravi ma stabili – si legge nell’ultimo comunicato ufficiale – nonostante non siamo in possesso di alcuna novità, vorremmo ringraziare tutti coloro che sono vicino a Jules nella sua battaglia. Lo dobbiamo ai molti fan, dai quali ci arrivano costantemente messaggi di solidarietà, e vogliamo fornir loro qualsiasi informazione, pur breve che sia. Jules sta continuando a lottare. Anche se abbiamo sentito di alcune notizie suggestive circa i suoi piani di recupero – ha aggiunto -, vogliamo confermare che la sua battaglia continuerà qui a Yokkaichi. Stiamo procedendo un gradino alla volta”.

Ma a trentuno giorni dall’incidente di Jules Bianchi pare che ancora non si sia fatta piena luce su quanto avvenuto a pochi giri dal termine del Gran Premio del Giappone 2014, quando il mondo intero si è fermato attonito davanti alle tv e sul web, in cerca di informazioni e notizie che infondessero speranza, chiedendosi come fosse possibile la presenza di una gru a pochi metri dal circuito. Ancora una volta il mondo delle corse lascia strascichi dolorosi, ma forse fa ancora più male la mancanza di notizie e dati certi sull’accaduto…

Sebbene sia in ballo la vita di un giovanissimo pilota s’infittisce la trama di misteri e dubbi sull’incidente accorso a Jules Bianchi. A cominciare dai dati della telemetria effettuata sulla Marussia incidentata, la quale aveva evidenziato un difetto sulla monoposto, come rilevato dalla commissione d’inchiesta che sta indagando sui fatti di Suzuka e a cui capo vi è il presidente FIA Jean Todt.

 

 

 

Troppi dubbi e misteri sull’incidente a Suzuka

Secondo la telemetria la monoposto sembra non aver decelerato nel momento compreso tra la perdita di controllo e lo schianto contro la gru, quasi il 25enne pilota avesse spinto il piede sull’acceleratore anzichè frenare. Un dettaglio davvero strano… Da subito si è puntato l’indice contro un malfunzionamento del brake by wire, introdotto per la prima volta in questo Mondiale e che ha sostituito l’impianto tradizionale dei freni.

Ma ulteriori chiarimenti sul brake by wire della Marussia non sono stati possibili, poichè il team russo ha trasferito la monoposto “in una località segreta”. Inoltre i rottami dell’auto non sono stati sequestrati nè esaminati in maniera approfondita, di conseguenza la nuova telemetria non potrà essere confrontata con quella precedente.

Ma il mistero s’infittisce dopo un articolo del quotidiano tedesco ‘Bild’ che ha pubblicato alcun stralci della conversazione tra Jules Bianchi e il team prima dell’impatto contro la gru. Nel dialogo tra le due parti la Marussia avrebbe chiesto al pilota francese di accelerare nonostante il cattivo tempo e le bandiere gialle. Il team ovviamente nega, anche se negli atti quell’ordine è presente.

Resta da chiarire un dettaglio di non poco conto: l’ordine è arrivato prima o dopo l’incidente alla Sauber di Adrian Sutil? Pochi istanti dopo Jules Bianchi impattava violentemente contro la gru che stava rimorchiando la Sauber e nessuno aveva ordinato l’ingresso della safety car. Tante domande cui forse mai avremo risposta…