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Jules Bianchi (Getty Images)
Jules Bianchi (Getty Images)

 

Sono ormai trascorsi più di nove mesi dal terribile incidente a Suzuka, nel Gp del Giappone, di cui è rimasto vittima Jules Bianchi. Ma continuano a non esserci progressi nella condizione del pilota della Marussia, tuttora ricoverato in coma nell’ospedale di Nizza. A confermarlo è il papà del giovane francese, Philippe Bianchi, che in un’intervista a France Info ha raccontato tra le lacrime la difficile situazione che la sua famiglia vive dallo scorso ottobre, mettendo a nudo tutto il suo dolore e le sue paure.

 

Un dolore troppo grande

Il padre dello sfortunato pilota, in coma dopo lo schianto in cui è rimasto coinvolto a Suzuka, ammette che la situazione di Jules non migliora. “È insopportabile, è una tortura quotidiana, a volte mi sembra di impazzire, è quasi più terribile così piuttosto che se fosse morto nell’incidente – dice Philippe Bianchi – . Perché noi non abbiamo il potere di aiutarlo più di quanto facciamo. I progressi erano attesi entro sei mesi ma ne sono passati nove e Jules non è ancora sveglio e non c’è alcun passo avanti significativo. Speravo in un risultato migliore”.

Philippe Bianchi si è detto “meno ottimista” sullo stato di salute di Jules, ma anche nella disperazione più profonda la speranza non viene meno. “Quando sei in questa situazione ti aggrappi a tutto – prosegue il papà del pilota della Marussia – . È difficile però alzarsi la mattina sapendo di non essere sicuro che tuo figlio vivrà ma bisogna avere i piedi per terra e rendersi conto della gravità della situazione. Abbiamo avuto un figlio estremamente brillante, che ha vissuto la sua passione, viaggiando in tutti i paesi del mondo, poi all’improvviso ti chiamano al telefono e ti dicono che si trova in un letto d’ospedale tra la vita e la morte”.

A spaventare papà Philippe Bianchi è anche l’ipotesi che Jules possa uscire dal coma, ma in condizioni delicatissime: “Se dovesse avere disabilità molto gravi, non sono convinto che sarebbe quello che vuole Jules. Ne abbiamo parlato. Ci aveva detto che se avesse un giorno avuto un incidente del tipo di quello di Michael Schumacher e non fosse stato in grado di vivere dignitosamente, sarebbe stato molto difficile per lui continuare. soprattutto se non avesse più potuto guidare. Perché guidare è la sua vita”. Noi di Tuttomotoriweb non possiamo far altri che intonare un grande “Forza Jules!” e ad augurarci che questo giovane campione torni presto “in pista”.

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