CONDIVIDI
Jean Todt (©Getty Images)

Approdato domenica verso metà giornata nel paddock di Abu Dhabi, il Presidente della FIA Jean Todt, si è dedicato a spiegare ai media presenti come sarà la F1 del futuro più prossimo snocciolando le proposte regolamentari sfornate assieme alla Liberty Media.

“Non pretendiamo motori completamente nuovi, ma una loro evoluzione e magari una situazione per cui possano essere impiegati in altre categorie come la LMP1. Sarebbe anche il modo per coinvolgere nel WEC i grandi nomi del Circus, come Ferrari, Mercedes, McLaren e Red Bull”, ha dichiarato il dirigente francese. “Il tutto, ovviamente, nella speranza di attrarre altre Case. I propulsori del 2018, dovendo durare 3 corse, ossia circa 5.000 km, si avvicinano già all’obiettivo”.

Altro tema scottante toccato è stato quello delle penalità post sostituzione dei propulsori o di alcune sue componenti, che hanno rovinato le gare di tanti piloti, tra cui l’incolpevole esordiente Brendon Hartley. “Quando si era deciso di limitare le unità per ridurre i costi tutti erano d’accordo”, ha proseguito l’ex Rosso. “Il prossimo anno vi sarà una ulteriore restrizione e si dovranno usare tre PU a stagione. Per noi non sarebbe un problema incrementare il numero dei motori, ma per i team che li pagano sì. E in ogni caso non penso che ciò possa influire sull’esito del mondiale. Gli errori e l’affidabilità sono i punti chiave”.

La Ferrari e il ruggito

In seguito sulla Ferrari e le minacce d’abbandono qualora dovessero passare le regole 2021 il 71enne ha detto: “Ho chiesto alle scuderie un parere sulla possibilità di togliere il diritto di veto alla Ferrari e con mia sorpresa si sono espressi a favore del mantenimento a patto che diventi pubblico. Se Maranello dovesse lasciare sarebbe una sua scelta. Nessuno lo vuole e non penso sia neanche nell’interesse del Cavallino considerato che il valore del marchio sta proprio nella presenza nello sport”.

Infine sul budget cap e l’aumento del rumore delle monoposto Todt ha chiosato: “Quando è stato impiegato il tetto di spesa non ha funzionato, dunque bisognerebbe indirizzarsi verso qualcosa di più sofisticato, mentre non sento l’esigenza di un rombo più forte”.

Chiara Rainis