CONDIVIDI
Ivan Capelli (©Getty Images)

Ivan Capelli comincia come calciatore la sua carriera sportiva, ma ad un certo punto nel 1978 decide di percorrere la tortuosa strada dell’automobilismo. In breve tempo l’italiano si afferma nella Formula 3 italiana, in quella europea e nella Formula 3000. I primi assaggi di Formula 1 per Capelli arrivano nel 1985 con la Tyrrell e nel 1986 con l’AGS. In particolare, nell’85 in Australia conquista un sorprendente 4° posto attirando finalmente l’attenzione della critica.

Per Ivan Capelli però l’anno buono per la definitiva promozione in Formula 1 è il 1987, quando firma per la March. Proprio grazie al team inglese comincia un sodalizio tra il pilota italiano e il progettista Adrian Newey, che durerà nel tempo. Dopo ben 5 stagioni alla March, tra alti e bassi e qualche podio conquistato, per Capelli arriva il sogno di una vita, la chiamata in Ferrari. Purtroppo per i tifosi italiani però il matrimonio durerà solo un anno. Le monoposto del Cavallino Rampante, infatti, non sono affatto competitive e l’ex March viene sostituito dal collaudatore Nicola Larini a due gare dal termine.

La carriera di Ivan Capelli in Formula 1 si chiude nel 1991 dopo che risolve consensualmente il contratto con la Jordan a causa della scarsa competitività delle monoposto britanniche. Il pilota italiano dal ’98 si occupa insieme a Gianfranco Mazzoni delle telecronache dei Gran Premi di Formula 1. Noi di Tuttomotoriweb.com lo abbiamo raggiunto per chiedergli un suo parere sulla F1 di oggi e di ieri.

Partiamo subito forte, tu che l’hai sentito sulla pelle, cosa prova un italiano a guidare una Ferrari? Secondo te Giovinazzi potrebbe essere il futuro del Cavallino Rampante?

Tutti i piloti vorrebbero nella propria carriera poter guidare per la Ferrari. Il team di Maranello è oramai leggenda e come può essere comprensibile per un italiano il sogno diventa un grande onore ma anche un grande onere, perché non è permesso sbagliare. Antonio Giovinazzi ha dimostrato di essere un pilota veloce, ma sopratutto scaltro ed intelligente in gara nel prendere le giuste decisioni tattiche. L’esperienza della Cina dove purtroppo è incappato in due incidenti tra qualifiche e gara, non deve mortificarlo. Avrà ancor modo di mettersi in mostra come terzo pilota della Ferrari nei test. Deve solo sperare di avere la giusta occasione.

Tra i piloti con i quali ti sei scontrato in pista chi è stato quello che ti ha impressionato di più? Secondo te, invece, chi è il migliore di tutti i tempi?

I miei idoli da piccolo erano Lauda, Piquet e Mario Andretti. Io ho vissuto tutta la carriera di Ayrton Senna dai go kart alla Formula 1 e mi ha impressionato per velocità ed intelligenza tattica. Ayrton è colui che metterei in cima alla lista per il migliore di tutti i tempi.

Hai passato un’intera vita nel paddock di Formula 1, hai qualche aneddoto da raccontarci?

Gli aneddoti sarebbero troppi da raccontare tutti. Il primo che mi ha lasciato di stucco è quello avuto con Nelson Piquet. Lo avevo conosciuto da kartista e mi regalò una tuta da Formula 1. Dopo 10 anni ero con lui a fare il briefing dei piloti di Formula 1 e gli tesi la mano perché ero al suo fianco, eravamo colleghi. Lui mi guardò e mi disse molto freddo: “Cosa vuoi? Non possiamo essere amici adesso sei un mio avversario”.

Il passaggio da Bernie Ecclestone a Liberty Media era quello che serviva a questo sport? Cosa ne pensi?

I soldi purtroppo determinano gli equilibri di molti sport e la Formula 1 ne è l’esempio più calzante. Bernie Ecclestone ha inventato questa Formula 1 e molti devono solo dire grazie a Bernie. Vero è però che oggi le logiche commerciali sono diverse e ci voleva un cambiamento. Tutti siamo in attesa di vedere cosa faranno i manager di Liberty Media e non potranno sbagliare.

Il format della Formula 1 va bene così o cambieresti qualcosa, in tal caso cosa?

Si ipotizza da tempo oramai di accorciare le gare e 1 ora di gara potrebbe essere la lunghezza giusta. Per movimentare di più le prestazioni toglierei da subito il limite di non poter modificare le vetture dal sabato alla domenica. Gli assetti congelati non fanno altro che imbalsamare il risultato delle qualifiche  non creando nessuna aspettativa per la gara e nessuna rimonta qualora qualcuno dovesse azzardare un assetto particolare dell’ultimo minuto.

Hai lavorato per anni con Adrian Newey, a tuo avviso è lui il numero uno dei progettisti e secondo te tra i giovani in rampa di lancio chi potrebbe essere alla sua altezza?

Adrian Newey è l’unico vero genio che c’è in Formula 1 e per quanto riguarda un suo successore James Kay della Toro Rosso potrebbe essere il suo erede.

Da pilota a pilota, cosa pensi del momento che sta vivendo Fernando Alonso? A tuo avviso, vista anche la scarsa competitività McLaren, si è stancato della Formula 1?

Fernando Alonso è un vero “animale” da corsa. Quando abbassa la visiera e si spegne il semaforo, non importa cosa stia guidando, perché diventa un mastino che non vede l’ora di trovare un avversario da far impazzire. È un dispiacere vederlo sprecato alla guida di una vettura poco competitiva.

Abbiamo sentito di piloti di Formula 1 che vogliono provare le 2 ruote e viceversa, a tuo avviso sarebbe possibile rivedere dei nuovi John Surtees?

La professionalità che bisogna raggiungere oggi con le due o le quattro ruote non permette di vedere piloti che possono cambiare categoria così facilmente ed essere vincenti in entrambe.

La Ferrari a tuo avviso è ritornata definitivamente competitiva per il mondiale? Quale è il segreto quest’anno della Rossa?

È tornata competitiva per il grande lavoro fatto durante l’inverno e durante i test. Ha avuto la forza di non copiare la Mercedes, ma di creare un proprio progetto con delle proprie peculiarità. Questa è la vera forza della Ferrari e le vittorie portano poi a rifare gruppo e trovare energie nascoste.

Nel 2018, viste le prestazioni non esaltanti di Raikkonen e il contratto in scadenza di Vettel, chi pensi salirà nell’abitacolo delle due monoposto Ferrari?

La Ferrari ha sempre cercato una coppia di piloti esperti. Sono veramente lontani i tempi in cui Enzo Ferrari si permise di mettere al volante un campione di motoslitte come Gilles Villeneuve e dargli fiducia anche dopo un debutto tragico. Piloti come Ricciardo, Perez lo stesso Hamilton ipotizzando uno scambio con Vettel, potrebbero pensare di approdare a Maranello. Ma una Ferrari così chi l’abbandona?

Pronostico secco: chi vince il mondiale di Formula 1 2017?

Mi farebbe molto piacere che vincesse Sebastian Vettel il Mondiale 2017. La battaglia con Hamilton sarà dura e finirà solo ad Abu Dhabi.

Antonio Russo