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Formula 1 e Formula E (Getty Images)

La Formula 1 si prepara ad un’altra entusiasmante stagione tra qualche dubbio legato al futuro Ferrari, che nella categoria vuole restarci solo a determinate condizioni. Liberty Media intanto vuole aprirsi a nuovi mercati. Il 2018 sarà già una stagione da record per la F1 che potrà contare su 21 Gran Premi.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione globale della Formula 1, che è approdata in nazioni impensabili solo sino a qualche anno fa. Tutto molto bello, ma numeri alla mano, tutto molto inutile. I nuovi circuiti il più delle volte non permettono sorpassi e quindi spettacolo, vedi Abu Dhabi, dove ogni anno assistiamo semplicemente a 20 vetture che si rincorrono senza superarsi mai.

L’Italia vuole i motori, ma nessuno se ne accorge

Il problema principale però dei nuovi circuiti sono gli spettatori. Molti dei nuovi tracciati non riescono a replicare i numeri fatti registrare dalla Formula 1 in quei paesi dove la tradizione motoristica è forte. In Turchia ad esempio dopo anni di tribune vuote si è deciso di abbandonare la F1.

Dall’altro lato poi c’è Monza, in perenne agonia per gestioni sbagliate e leggi mal fatte, ma sempre stracolma di spettatori. Il tracciato italiano poi dal punto di vista dello spettacolo ogni anno regala gara stupende, eppure la Formula 1 si ostina a puntare su altri lidi.

Come riportato da “Il Corriere dello Sport”, l’Italia in questi giorni sta lanciando un altro segnale del suo amore nei confronti dei motori. L’ePrix di Roma, infatti, fissato per il 14 aprile è già sold out. Gli organizzatori stanno pensando di mettere in piedi una nuova tribuna da 2000 mila posti. Inoltre è sempre in auge l’idea di raddoppiare l’ePrix così da coprire il buco lasciato da Montreal che ha deciso di abbandonare il circus.

Insomma Roma ha risposto presente a quello che ad oggi è comunque uno sport di nicchia in confronto alla Formula 1. I numeri fatti registrare dalla MotoGP nel nostro paese sono altrettanto grandiosi eppure le istituzioni trascurano questo patrimonio non invogliando Liberty Media e Dorna ad investire in paesi che di passione per questi sport ne hanno ben poca. L’Italia chiama a gran voce i motori, ora ci vogliono risposte adeguate.

Antonio Russo

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