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(© Getty Images)
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Il mondo del rally piange un altro giovane pilota. Il 42 enne Giacomo Bicchielli è morto nel tardo pomeriggio di ieri, investito da un mezzo pesante che faceva manovra dopo la gara al Ciocchetto, proprio mentre si stava recando alla premiazione.

 

La dinamica dell’incidente

Il dramma si è consumato intorno alle 19.20 di ieri sera all’interno della tenuta del Ciocco. Il Rally del Ciocchetto si era già concluso e i piloti stavano attraversando a piedi il parcheggio nei pressi dell’auditorium di Castelvecchio Pascoli, nel comune di Barga, per recarsi alla premiazione, quando Giacomo Bicchielli, pilota 42enne di Livorno ma residente a Cecina, è stato investito da un camion della scuderia Renault impegnato in una manovra. L’uomo è stato travolto in pieno e purtroppo l’impatto non gli ha lasciato scampo.

Nella vicenda è rimasto coinvolto anche un commissario di gara elbano, Alessandro Bolano, subito trasferito presso l’ospedale di Castelnuovo, ma per fortuna le sue condizioni non sembrano essere troppo gravi e non è in pericolo di vita.

I carabinieri ora stanno cercando di ricostruire la dinamica di questo incidente, tanto drammatico quanto sfortunato. Secondo una prima sommaria disamina, il camion della scuderia Renault, proveniente dal campo sportivo dove è stato allestito il parco assistenza, avrebbe effettuato la curva prima del bivio che porta al parcheggio dei dipendenti Kedrion senza poter frenare, a causa probabilmente di un guasto all’impianto frenante, costringendo così l’autista a dover scegliere se proseguire in discesa in direzione del Resort o deviare in salita in direzione del parcheggio.

Vista la folla presente, chi guidava il camion – un autotrasportatore di 47 anni di Larciano – ha scelto di dirigersi verso il parcheggio Kedrion costeggiando il muro. I presenti sulla sua traiettoria hanno subito notato l’anomalia e si sono scostati di colpo dalla strada. Il giovane pilota e la sua navigatrice, invece, sono stati travolti in pieno. Giacomo Bicchielli è rimasto sotto il camion, perdendo la vita, mentre la navigatrice non sarebbe in pericolo di morte.

Il tutto è avvenuto a competizione finita quando le macchine e il loro service avrebbero dovuto, come da regolamento, lasciare via via il parco assistenza. Almeno questa volta, però, il legame tra il mondo delle corse e l’incidente è stato davvero marginale: si è trattato infatti di una fatalità che sarebbe potuta avvenire anche lontano dai campi di gara.