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Christian Horner (©Getty Images)

Consapevole come tutti che senza la Ferrari in griglia il Circus non avrebbe più seguito o quasi, il team principal Red Bull Christian Horner si è unito al boss Mercedes Toto Wolff nel suo invito alla proprietaria Liberty Media a non sottovalutare le minacce d’abbandono della Rossa qualora dovessero venire approvate le regole relative ai motori proposte in ottica 2021 dalla FIA, tra cui figurano il budget cap e la standardizzazione di alcune componenti della power unit.

“Perdere la Scuderia di Maranello sarebbe soltanto un danno per la F1. Per quanto ci riguarda vorremmo continuare a batterci contro una delle squadre più prestigiose dello sport. E’ probabile che la serie sopravviverebbe anche senza, tuttavia è meglio partecipare ad un campionato in cui è presente il Cavallino”, ha sostenuto il manager inglese.

In anticipo sui tempi

In tema energetico il talento scout Helmut Marko ha rivelato a Servus Tv un improvviso cambio da approccio a seguito di un inizio di 2017 al di sotto delle attese. “Analizzando le nostre prestazioni ci siamo resi conto che guadagniamo più punti nella seconda parte di stagione. Per molti anni la filosofia adottata dal progettista Adrian Newey è stata di presentare la nuova vettura molto in là nell’inverno, ma questa volta non sarà così e ad oggi siamo in anticipo di 2 settimane con i lavori in comparazione allo scorso anno”, il commento dell’austriaco. “Se il propulsore di dimostrerà affidabile, saremo in grado di lottare con il gruppo di testa sin dalla prima gara di Melbourne”.

Del medesimo parere su quest’ultimo punto anche Daniel Ricciardo.”Se sapremo cominciare con il piede giusto, saremo senz’altro con le dirette avversarie a giocarci il titolo visto che il nostro ritmo di sviluppo è abbastanza forte. Purtroppo nel caso della RB13 avevamo intrapreso una strada sbagliata per quanto riguarda la configurazione aerodinamica e già nei test avevamo notato che la performance non c’era, di conseguenza nei primi GP abbiamo sofferto. Poi però siamo riusciti a recuperare”, la riflessione conclusiva dell’australiano.

Chiara Rainis