CONDIVIDI
Lewis Hamilton (©Getty Images)

L’erba del vicino è sempre più verde. Ne sa qualcosa Lewis Hamilton che, ancora scornato, dal ko di Spielberg, parlando della Ferrari, avversaria principale per la lotta al titolo, si è dichiarato convinto dell’avvenuto sorpasso in termini di potenza della power unit.

“Non vi sono dubbi. Sotto il punto di vista del propulsore sono più avanti rispetto a noi“, ha sostenuto il britannico, al momento secondo nella generale piloti con 145 punti contro i 146 di Sebastian Vettel.

La spiegazione di James Allison

E a proposito del doppio ritiro rimediato dalla Frecce d’Argento in Austria è intervenuto il direttore tecnico della scuderia che ha provato ha motivare la debacle delle due W09.

I ritiri di Ham e di Bottas sono stati causati da problemi completamente diversi tra loro”, ha affermato l’ingegnere. “Sulla monoposto di Valtteri si è trattato di un guasto all’impianto idraulico, che si è originato nel servosterzo ed è arrivato al cambio, bloccandolo in seconda marcia. Lo stop di Lewis invece è stato dovuto ad un guasto alla pompa della benzina, che non ha più fatto arrivare carburante al motore. In entrambi i casi non si tratta di problemi legati alla nuova PU che ha esordito nel GP di Francia”, ha precisato quasi a rispondere alla battuta ironica pronunciata subito dopo la gara al Red Bull Ring dal boss del Cavallino Maurizio Arrivabene, secondo cui a Stoccarda avevano celebrato con un po’ troppo anticipo ed enfasi gli aggiornamenti portati.

Saremo costretti a sostituire delle componenti che comporterebbero delle sanzioni? Speriamo di no“, ha proseguito l’inglese. “Al momento crediamo che i problemi siano limitati ai pezzi che hanno ceduto e confinati nelle rispettive aree. Tuttavia non vanno escluse ripercussioni. In pratica, non potremo escludere questa possibilità fino a quando non avremo fatto tutti i controlli necessari per essere certi che le parti sigillate siano a posto. Dunque abbiamo ancora un po’ di lavoro da completare”, ha concluso il dt.

Chiara Rainis