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Lewis Hamilton (©Getty Images)

Adesso che per la quarta volta si è laureato campione del mondo Lewis Hamilton può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Se ricordate, l’anno scorso, di questi tempi, l’inglese era disturbato e con i nervi a fior di pelle a causa di una rivalità con Nico Rosberg che stava mandando al manicomio la Mercedes e rendendo estenuante la battaglia per l’iride, alla fine andato al tedesco, poi ritiratosi a sorpresa dalle corse. Oggi invece dopo un duello decisamente meno impegnativo con Sebastian Vettel e la Ferrari, competitivi soltanto fino all’Ungheria, il driver di Stevenage si è detto più sereno non solo rispetto al recente passato ma ancora prima.

“Rispetto ad anni fa mi sento meglio. Soprattutto all’inizio della mia carriera in F1 mi sentivo legato e incapace di andare altrove. In pratica, già il solo correre nel Circus mi sembrava abbastanza e mi ripetevo che quello era il lavoro più bello in assoluto. Tuttavia, fuori dall’abitacolo le cose erano diverse. Non stavo bene e non mi sentivo completo”, ha raccontato a Sport Week. “All’epoca usato soltanto il 10% del mio potenziale”.

Pur avendo più volte definito la McLaren la sua famiglia, la casa dove un giorno vorrà tornare, Ham ha ammesso di aver capito cosa fosse la libertà solamente dopo l’addio a Woking e l’ingresso nel team di Stoccarda. Gruppo che gli ha permesso di dedicarsi alle sue passioni come la musica o il cinema. “Spesso ci dimentichiamo che la nostra vita non è per sempre e che all’opposto è piuttosto breve. Personalmente non amo perdere neppure un minuto. La mia paura è quella di mancare le occasioni. Ecco perché cerco di estendere le mie giornate al massimo”, ha concluso il 32enne che ad Abu Dhabi andrà a caccia dell’ultimo successo stagionale, sfuggitogli dalla mani in Brasile a causa di un errore nelle qualifiche che lo ha costretto a partire dalla pit lane.

Chiara Rainis