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Tifosi Ferrari a Monza (©Getty Images)

Il Gran Premio di Monza potrebbe essere a rischio se il mondo della politica non interverrà in tempi brevi. Presi dalla campagna elettorale i politici di maggioranza e opposizione, in sede di approvazione della Legge di Bilancio 2018, non ha fatto passare un emendamento che liberava l’ACI dal finire nei (giusti) vincoli adottati per gli Enti statali.

Non si tratta di finanziamenti, ma di una semplice attenzione all’evento che ha fatto la storia dell’Italia. “Bisogna correggere il provvedimento – ha spiegato il presidente dell’Aci e vicepresidente della FIA Sticchi Damiani – perché non costiamo un euro allo Stato e non chiediamo niente. Ma che almeno non ci ostacoli”.

L’Automobile club d’Italia con la benedizione del Governo e il sostegno economico di Regione Lombardia, si è impegnato a pagare i 68 milioni di dollari per mantenere il Gp d’Italia di Formula Uno a Monza fino al 2019 compreso. Ventidue milioni nel 2017 che Aci ha versato tutti insieme a marzo, altrettanti quest’anno, e gli ultimi 24 nel 2019.

Ma adesso Aci rischia di non essere in grado di saldare il conto per una distrazione del Parlamento, fino a quando non verrà svincolato dalla legge Media come era stato promesso dal mondo della politica. Ma finora non è stato mantenuto. Il GP d’Italia 2018 non è in discussione dato che è già stato finanziato, ma la preoccupazione è per il futuro: nel 2022 l’Autodromo di Monza festeggerà il 100° anniversario e l’impianto richiede di essere adeguato per l’evento.

Intanto l’Aci sta aspettando la burocrazia per acquisire da Ac Milano il 75% delle quote di Sias (la società che gestisce l’autodromo di Monza). L’ok deve arrivare dall’Antitrust e dalla Corte dei Conti, però al momento tutto tace. In più c’è un altro problema che incombe: il 30 aprile andranno rifissate le tariffe del Pubblico registro automobilistico in maniera superiore alle tariffe attuali e tali da comportare risparmi per gli utenti. Il mondo della politica risponde con altre promesse.