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Sebastian Vettel al box Ferrari
Sebastian Vettel (©Getty images)

Sebastian Vettel ha messo in dubbio i tempi dell’entrata della safety car al Gran Premio della Cina che ha compromesso la sua gara insieme al contatto con Max Verstappen a pochi giri dal traguardo. Un week-end da archiviare per il ferrarista che resta però leader del Mondiale.

Il direttore di gara Charlie Whiting ha chiamato la safety car dopo una collisione tra i piloti della Toro Rosso Brendon Hartley e Pierre Gasly che hanno lasciato detriti in pista, scegliendo di non fare una safety car virtuale perché era necessario creare un varco nel traffico per consentire ai marshall di entrare in pista. Il periodo di bandiera gialla è stato confermato subito dopo che il leader Valtteri Bottas e l’inseguitore Sebastian Vettel avevano superato la linea delle safety car, il che significava che non potevano entrare nei box. Ne ha invece approfittato la Red Bull con Ricciardo e Verstappen che sono rientrati per mettere gomme fresche, una strategia che ha portato il pilota australiano a vincere la gara.

Botta e risposta Vettel-Whiting

“Devo capire il motivo per cui la safety car ha cambiato la gara”, ha detto Vettel dopo il Gran Premio della Cina. “Capisco che se succede qualcosa devi reagire immediatamente, quindi non puoi sempre rispettare le auto in relazione l’una con l’altra. Ma abbiamo avuto due giri di detriti in pista, quindi perché non chiamare la safety car almeno un minuto prima così da dare a tutti la possibilità di decidere se fare o no il pit stop?”. La critica del pilota tedesco della Ferrari non è rivolta alla decisione della safety car ma sulle tempistiche: “La fase della safety car era necessaria in sé, perché i marshall avevano bisogno di tempo per pulire la pista. Solo i tempi sono discutibili”.

Da qui si solleva l’ipotesi di una possibile “manomissione” dall’alto, una cospirazione anti-Ferrari che ha riempito le colonne di molti siti. Ma Charlie Whiting cerca di fare chiarezza: “Se decidiamo una fase di safety car lo facciamo per ragioni di sicurezza. Certamente non guardiamo in primo luogo a chi ne beneficia o può essere svantaggiato”. Ma perchè è passato troppo tempo dall’incidente alla bandiera gialla? “Il campo di detriti era piuttosto grande. Abbiamo aspettato più a lungo del solito per ottenere la safety car per raccogliere le auto e creare un gap. Anche se il ritmo dietro la safety car è rallentato ho voluto dare ai commissari abbastanza tempo per eliminare i detriti da terra”. Perchè non far entrare una virtual safety car? Una VSC non avrebbe dato abbastanza tempo ai marshall negli intervalli tra i veicoli per pulire la pista. Non potevo e non volevo correre questo rischio”.

Luigi Ciamburro

 

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