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FORMULA1 CAMBIA REGOLE SU ORDINI DI SCUDERIA – Importanti novit√† in F.1. La Fia ha decretato l’abolizione della norma che vieta gli ordini di scuderia: dalla prossima stagione non si creeranno pi√π ipocrite polemiche come quelle dello scorso GP di Germania, a Hockenheim, quando il muretto della Ferrari fece capire a Massa, al comando della gara – “Fernando √® pi√π veloce di te, ci dai conferma di aver capito il messaggio” – di dover dare strada al compagno Alonso, secondo e meglio posizionato nella lotta per il Mondiale, con una velenosa coda di conseguenze. Al di l√† delle polemiche sulle maldestre modalit√† di esecuzione di una pratica che √® antica come la storia delle corse, il Consiglio Mondiale della Fia commin√≤ alla scuderia una multa di 100mila dollari, ma ha assolto i piloti per quanto accaduto. Dalla prossima stagione tutto questo non accadr√† pi√π.

CANCELLATO L’ARTICOLO 39.1 – Il Consiglio Mondiale della Fia, nell’ultima riunione di quest’anno, tenutasi a Montecarlo, ha quindi cancellato l’art.39.1 del regolamento sportivo, quello che, appunto, vietava gli ordini di scuderia, ma nell’abolire la norma in questione, fa anche un generico richiamo all’art.151c del Codice sportivo internazionale, prevedendo comunque sanzioni nei casi di azioni che possano portare discredito allo sport.

I PRECEDENTI¬†‚Äî La pratica degli ordini di squadra esiste da sempre, ma la differenza la fa la modalit√† con cui vengono eseguiti. In tempi recenti si ricorda il GP di Austria del 2002, con la Ferrari sempre protagonista e Barrichello che, su ordine dai box di Jean Todt, si fa platealmente da parte sul rettilineo di Zeltweg all’ultimo giro per far passare Schumacher. La farsa si completa poi sul podio, con Schumacher che lascia coppa e gradino pi√π alto al brasiliano, con uno strvolgimento del protocollo della premiazione che fa infuriare la Fia. Ancora in casa Ferrari, si pu√≤ ricordare con quale leggerezza Schumacher fece passare Irvine, nel GP di Malesia 1999 che il tedesco stava dominando fin dalle prove, per dare maggiori chance iridate all’irlandese, in lotta per il titolo con Hakkinen. Nemmmeno il grande Senna fu esente: nel GP del Giappone del 1991, si fa da parte, esattamente come Barrichello con Schumacher a Zeltweg, per regalare il successo al compagno in McLaren, Gerhard Berger. Oridini di scuderia? Non in questo caso: solo una cortesia all’amico austriaco, con un gesto che, per√≤, assunse quasi i contorni dell’elemosina.

NEL PASSATO -¬† In passato, vanno ricordati altri celebri episodi, dalla vittoria di Tazio Nuvolari nel GP di Budapest del 1936, con l’Alfa Romeo della scuderia Ferrari, patrocinata dallo stesso Drake, il grande Enzo, che dai box fece capire con modi spicci a Tonino Brivio di farsi da parte, al Mondiale del 1956 di Juan Manuel Fangio. Il pentacampione argentino conquist√≤ quell’alloro grazie al nobile gesto del compagno Peter Collins, che nell’ultimo GP gli cedette spontaneamente vettura e il titolo – allora il regolamento lo consentiva -, quando in altre circostanze furono i suoi compagni a essere “invitati ” a cedergli la vettura se rimaneva a piedi.

CASI MISTERIOSI – Altri episodi, che non rientrano propriamente negli ordini di squadra, ma che fanno parte delle allenze e astuzie che in F.1 nascono in pista e fuori, si sono visti nel GP di Jerez 1997, e in quelli di Australia e Spa del 1998. A Jerez, nel decisivo GP della stagione, Jacques Villeneuve con la Williams, dopo essere rimasto in pista nonostante la famigerata ruotata della Ferrari di Schumacher – cosa per cui il tedesco fu squalificato -, ormai certo del Mondiale, si fece superare “per atto di cortesia” dalle McLaren di Hakkinen e Coulthard. Doppietta McLaren, con il canadese terzo e champagne per tutti sul podio. Nel primo GP del 1998, a Melbourne, le McLaren doppiano tutti gi√† a met√† gara: Hakkinen domina, ma entra ai box per errore e lascia il comando al compagno Coulthard, che su segnalazione del box gli ricede la posizione. Una pagina da libro Cuore. Infine, in Belgio, nel 1998, ancora la coppia McLaren protagonista, con la peggiore pagina della carriera di Coulthard: deve essere doppiato da Schumacher che domina nel diluvio, ma lo rallenta per vari giri con la regia di Ron Dennis ai box che lo avverte della posizione del tedesco – “attento che sta arrivando” – e invece di farsi da parte, alza il piede in traiettoria, in curva, con visibilit√† nulla, facendosi tamponare dalla Ferrari. Per Schumi √® il ritiro – ai box tenta di mettere le mani addosso allo scozzese -, e l’addio a una grossa fetta di Mondiale, visto che Hakkinen era uscito al primo giro. Madornale ingenuit√† di Schumacher o criminale applicazione di un gioco di squadra, fate voi. Fatto sta che la McLaren non fu sanzionata. Sanzioni, appunto, che dalla prossima stagione, per episodi di semplici ordini di scuderia, non si vedranno pi√π. La F.1 si libera, cos√¨, di una grossa fetta di ipocrisia. Era ora.

DECISIONI ECOLOGICHE¬†‚Äî Il Consiglio Mondiale, nella seduta di Montecarlo, ha anche approvato l’introduzione di una nuova specifica di motore a partire dal 2013, confermando l’impegno della Fia di migliorare la sostenibilit√† del settore in chiave ecologica. Le nuove unit√† saranno dei 1.6 turbo a 4 cilindri con iniezione a benzina e pressione fino a 500 bar con un massimo di 12.000 giri. Il motore fornir√† una riduzione del 35% nei consumi e sar√† caratterizzato da un ampio utilizzo di sistemi di recupero energetico. Inoltre ogni pilota avr√†, sempre dal 2013, solo cinque unit√† per stagione. E diventeranno 4 dal 2014. Un emendamento, inoltre, prevede che i cambi dovranno essere utilizzati per cinque gare consecutive, invece di quattro. Inoltre altra novit√† delle norme prevede un nuovo limite alla larghezza della corsia di sorpasso ai box, con introduzione di un regolamento che permette al direttore di gara di chiudere la corsia dei box durante la corsa per motivi di sicurezza. Infine altre modifiche al regolamento tecnico dal 2012: riguardano le comunicazioni dei team che saranno messe a disposizione per le emittenti. L’introduzione di carburante composti derivati dalla biomassa. Una limitazione a montanti e sospension

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