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Toto Wolff (©Getty Images)

Toto Wolff pare non aver per nulla gradito il regolamento relativo ai motori che entrerà in vigore dal 2021. Uscito dal meeting ufficiale di questo martedì che ha visto la FIA snocciolare le novità a rappresentanti di Mercedes, Ferrari, Renault, Honda e Porsche, il boss di Stoccarda ha subito manifestato il proprio disappunto.

Ricordiamo che tra le decisioni prese figurano: il mantenimento delle unità ibride V6, la riduzione dei costi, la rimozione della MGU-H, l’aumento dei giri, l’inserimento di batterie standard e di un design prestabilito. “Il concept dovrebbe restare identico a quello che abbiamo in uso ora e questo significa che ci troveremo a dover sviluppare due propulsori allo stesso tempo tra il 2018 e il 2020”, si è lamentato il capo delle Frecce d’Argento parlando ad Auto Motor und Sport, che nello specifico si sarebbe mostrato scettico sulla produzione di parti uguali per tutti. “Quella che ci è stata proposta è la visione della Federazione e della Liberty Media. Non certo quella di un costruttore. A mio avviso bisognerebbe invece definire tutti assieme quello che sarà la F1 del futuro e non solo dal punto di vista dei propulsori. Insomma andrebbe agevolato un dialogo, anziché imposto un sistema”, ha proseguito pungente. “Vorrei solo rendere chiaro che ci sono anche delle diverse letture e opinioni. Vedremo se nei prossimi incontri si riuscirà a mettere sul tavolo altro e a iniziare una discussione”.

Le versione Red Bull

Molto meno critico nei confronti dei provvedimenti ipotizzati per il Circus del 4.0 si è mostrato Helmut Marko, l’oscuro uomo dietro alla Red Bull che ha, come facilmente immaginabile plaudito a delle novità che andranno a livellare le performance e a permettere anche ai team meno abbienti di usufruire di PU più competitive e quindi di poter magari dire la loro in gara. “A mio avviso dei motori del genere posso essere positivi per noi”, il commento dell’austriaco al termine dell’incontro.

Chiara Rainis