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Sergio Marchionne (©Getty Images)

“Sarebbe troppo facile attribuire colpe al suo modo di gestire il team”. Con piglio da avvocato difensore Toto Wolff, boss sportivo della Mercedes è corso per l’ennesima volta in sostegno di Sergio Marchionne, ovvero colui che in un paio di stagioni, tramite una rivoluzione interna alla squadra, ha permesso alla Ferrari di avvicinarsi alle Frecce d’Argento o almeno far loro il solletico.

Già al suo fianco contro le pretese della Liberty Media di dare vita ad una F1 democratica e standardizzata, il manager austriaco ha quindi voluto spalleggiare il Presidente del Cavallino davanti alle accuse a lui rivolte di aver creato confusione interna ed eccessive aspettative . “La pressione può far sbocciare le persone, far dare loro il meglio, ma anche farle esplodere e deprimere. Sergio è uno degli uomini d’affari di maggior successo che io abbia mai incontrato e a una delle menti più acute che abbia mai visto operare“, l’elogio dedicato all’talo-canadese su Motorsport.com. “Fino a oggi lo stile che ha imposto ha funzionato, e non penso si possa affermare che nel 2017 alla Rossa le cose siano andate male a causa sua”.

Le differenze

Da perfetto cerchio-bottista quale è Wolff ha poi voluto mettere i puntini sulle i. “A Stoccarda incoraggiamo tutti a parlare. Abbiamo un motto: “vedere cose, dirle, aggiustarle”, il che significa che bisogna creare un ambiente sicuro, in cui tutti possano esprimersi per progredire in maniera sinergica. Per questo, quello che cerchiamo di fare è dare colpe al problema e non agli individui. Purtroppo è nella natura umana identificare una persona da rimproverare così da scaricare le responsabilità su di essa”.

“Per quanto ci riguarda, stiamo lavorando duramente per non cadere in questo errore perché, nel momento in cui succede, colui che viene redarguito si chiude in una conchiglia bloccando ogni possibilità di crescita e noi non vogliamo simili rischi”, ha infine puntualizzato.

Chiara Rainis