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Sebastian Vettel (©Getty Images)

Come accaduto a Verstappen anche Sebastian Vettel appena arrivato in Azerbaijan è stato punzecchiato a proposito del testacoda a due innescato dall’olandese della Red Bull che lo ha privato della possibilità di lottare per il podio, ma il tedesco, furbo abbastanza da tenersi lontano da qualsivoglia polemica ha risposto ai media golosi con un’invidiabile riflessione diplomatica. “Sono andato da Max e gli ho detto: “Senti, era una gara che potevi vincere, e non ci sei riuscito. Devi chiederti cosa è successo”. E’ vero, mi ha danneggiato, ma non credo avesse voglia di uscire”, ha proseguito. “Personalmente non avevo nulla da guadagnare e l’avrei lasciato passare, dunque non mi aspettavo però di essere speronato. Ad ogni modo ne abbiamo parlato, ed è tutto a posto. Ho apprezzato che sia venuto da me subito dopo la corsa. È un GP su 21, non è la fine del mondo, possiamo anche dire che non era il nostro giorno”.

Pericolo Ricciardo

E giusto per rimanere in Casa Red Bull a chi gli domandava un pensiero sul probabile arrivo di Ricciardo in Ferrari nel 2019, il 30enne ha controbattuto: “Siamo stati insieme per una stagione e non è stato un anno semplice per me. E’ un pilota bravo e infatti ha appena vinto in Cina. Per quanto concerne la firma sul contratto io non posso intervenire. Dovrà arrangiarsi da solo!”.

La paddle magica

Reticente come nel caso dell’australiano Seb è rimasto vago pure sulla questione della misteriosa leva posta sul retro del suo volante. “Ah, c’è un comando? Devo dare un’occhiata, io non l’ho visto. Devono averlo installato senza avvisarmi! Comunque, non è un grande segreto, anche se  devo scoprire di cosa si tratta… indagherò!”, ha detto sorridendo.

“Sappiamo di aver costruito una buona macchina e sappiamo di avere molte potenzialità per renderla ancora più veloce. Stiamo lavorando sodo ed è bello vedere che tutti nel team sono di buon umore. Siamo partiti bene ma è una stagione molto lunga. Essere leader della classifica non garantisce nulla, visto che c’è molto equilibrio. Il GP d’Australia era di Hamilton, quello in Bahrain nostro, mentre a Shanghai non sono certo di come sarebbe andata senza la Safety Car”, ha concluso.

Chiara Rainis

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