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Jean Todt con la moglie Michelle Yeoh(©Getty Images)

Il male della F1 non sta né nell’assenza di sorpassi e battaglie, né nella mancanza di personaggi capaci di trascinare le vecchie e le nuove generazioni, bensì nella poca propensione a rompersi delle macchine, soprattutto quelle dei top team. A sostenere questa tesi, un po’ a sorpresa, il Presidente dalla FIA Jean Todt.

In particolare il francese se l’è presa con la Mercedes di Hamilton, rea di essersi dimostrata troppo solida e poco incline a cedimenti tecnici. “Quest’anno Lewis non ha quasi mai commesso errori, inoltre ha avuto tra le mani una monoposto decisamente forte, sia in termini di performance, sia di “robustezza”. Sebbene la W08 non si sia attestata come la più rapida, Ham è stato in grado di chiudere a punti in venti gare su venti”, ha analizzato con una provocazione l’ex navigatore rally. “Forse queste vetture sono eccessivamente affidabili!”.

I costi elevati

Interrogato in seguito sulle prestazioni della Ferrari  il responsabile della Federazione ha aggiunto: “La SF70-H mi ha sicuramente impressionato. Come la Mercedes, però, si è rotta troppe poche volte e questo fatto presuppone una spesa di denaro molto elevata, tra test e utilizzo del simulatore.  Oggi lo sport non ha bisogno di costi extra, piuttosto del contrario”.

A questo proposito Todt ha infine rivelato che nel backstage si sta già lavorando per trovare un compromesso circa le regole da introdurre dal 2021 e relative ai motori tra costruttori presenti e candidati futuri.”Le attuali power unit sono eccessivamente care, complicate e silenziose”, ha puntualizzato l’ex manager del muretto di Maranello tirando in ballo pure la questione rumore tanto cara ai tifosi più puristi del motorismo a due e quattro ruote.  “Di conseguenza cercheremo di trovare delle soluzioni. Al momento ne stiamo discutendo con la Case e il processo è in piena evoluzione”, ha quindi concluso.

Chiara Rainis