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Haas (©Getty Images)

Non può capitare un doppio intoppo tecnico che subito si grida alla cospirazione, ma questo è quanto è successo domenica sera all’analisi dei fatti del GP d’Australia, prova d’apertura del mondiale di F1 2018. Come facilmente intuibile il caso che ha scatenato i dubbi e le menti più contorte del paddock è quello della Haas. Secondo tali personaggi i problema riscontrato al pit stop sia da Kevin Magnussen, sia da Romain Grosjean che ha poi portato al ritiro di entrambi non appena ripresa la pista, nient’altro sarebbe stato che un tentativo ben riuscito da parte della scuderia americana di aiutare la Ferrari, sua partner tecnico/motoristica, a vincere la gara con Sebastian Vettel tramite l’uscita della Safety Car.

Una teoria ardita subito spenta dagli sconfitti di giornata. “Mi è dispiaciuto molto per loro”, ha affermato il boss Mercedes Toto Wolff. “Erano davvero veloci. Non so bene cosa sia accaduto, ma in casi del genere fa molto male”. “Dovranno analizzare il problema”, ha invece sostenuto un altrettanto solidale capo non esecutivo di Stoccarda Niki Lauda. “Mi dispiace veramente per loro”.

Il dolore a stelle e strisce

Dal canto suo il box statunitense si è sbrigato a dare spiegazioni a proposito del disgraziato episodio che se non fosse successo avrebbe visto le due vetture arrivare comode al traguardo in zona top ten.

“Sono stati due cambi gomme errati”, ha dichiarato il manager Gunther Steiner, fortemente amareggiato. “Il dado è entrato male e la filettatura si è danneggiata. I meccanici hanno sentito il dado a fine corsa ed hanno dato il via, ma ovviamente non era fissato come avrebbe dovuto. Si lavora in una finestra di tempo di due secondi e mezzo, e non siamo riusciti a bloccare la procedura. Sembra quasi impossibile che si toccato ad entrambe. E’ stato un weekend piuttosto stressante. Già venerdì abbiamo lottato per la mancanza di pezzi di ricambio e non abbiamo fatto abbastanza simulazioni di sosta. Forse è questa la ragione di tutto”.

“Quando saremo ad Al Sakhir inizieremo il prima possibile ad allenarci, anche per togliere tensione ai ragazzi che devono comunque mantenere alta la fiducia in sé stessi. Sappiamo di avere una buona stagione davanti a noi, la macchina andava molto forte, e questa consapevolezza ci deve sostenere”, ha concluso cercando di guardare al bicchiere mezzo pieno.

Chiara Rainis

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