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Sebastian Vettel (©Getty Images)

 

Nonostante lo storico ottimo feeling della Mercedes con il tracciato di Monaco, Sebastian Vettel conta di fare il colpaccio. Il pilota della Ferrari, che arriva tra gli yatch con 104 punti contro i 98 di Hamilton, alla vigilia del weekend più glamour del calendario non ha nascosto il desiderio di incrementare il proprio vantaggio nella generale e soprattutto ha mostrato una certa fiducia nella propria monoposto.

“Sarà importante trovare il ritmo e la giusta direzione in termini di setup”. Ha dichiarato il tedesco. “Quest’anno le vetture sono più larghe e credo che la pista ci sembrerà un po’ più stretta rispetto alle precedenti edizioni. Sarà curioso vedere come passeremo alla Rascasse e al tornate Fairmont (ex Loews), ma le difficoltà su questo fronte saranno le stesse per tutti”.

“Nelle ultime edizioni abbiamo assistito ad un dominio delle Frecce d’Argento, per cui saranno loro i riferimenti da battere”. Ha proseguito il ferrarista analizzando l’impegno che lo attende. “Ad ogni modo credo nella pole position”. Ha buttato lì, non parlando di successo finale, forse per scaramanzia, visto che partire al palo nel Principato, equivale al 90%, al gradino più alto del podio.

“Altro momento importante sarà la partenza”. Ha aggiunto. “Una parte della gara su cui abbiamo lavorato molto in questo periodo. Qualche accorgimento si è rivelato buono, altri meno, ma la direzione presa è stata quella corretta. E in effetti i nostri start ultimamente sono migliorati. A differenza di inizio stagione quando abbiamo avuto qualche problema in più”.

Infine tracciando un bilancio del campionato 2017 Sebastian Vettel si è detto soddisfatto: “Rispetto al 2016 abbiamo fatto passi avanti. In particolare finora siamo sempre stati in grado di lottare per la vittoria. L’esito di alcune corse avrebbe potuto essere differente, però a volte anche le circostanze devono essere favorevoli. In genarle disponiamo di un pacchetto competitivo, l’auto non è male e il gruppo si sta muovendo nel modo giusto. Ecco perché non siamo così preoccupati”.

Chiara Rainis