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Lewis Hamilton (Getty images)

F1 | Scoperto il perché dei problemi sul motore di Hamilton

Alla  fine la Mercedes ha scoperto le causa dei guai alla power unit di Lewis Hamilton. In occasione del GP del Brasile il motore del pentacampione del mondo aveva subito un certo surriscaldamento e soltanto una gestione oculata su indirizzo del muretto aveva consentito al #44 di arrivare alla bandiera a scacchi.

In pratica l’inglese aveva dovuto arricchire la miscela aria/benzina per abbassare le temperature. Quindi, da successive analisi è emerso che l’anomalia era stata originata da un cuscinetto di una trombetta d’aspirazione mobile, che aveva reso la combustione instabile e fatto incrementare il calore interno tanto da generare una crepa in uno scarico e dunque il danneggiamento dei un pistone.

A quanto pare però gli ingegneri non hanno riscontrato nulla di preoccupante e nelle prime due sessioni di libere di Abu Dhabi Ham ha utilizzato la PU numero 3 incriminata. finora i riscontri sono stati buoni visto che l’iridato ha coperto 60 giri senza difficoltà.

La reprimenda

Aspetti tecnici a parte, subito al termine della prima giornata di azione a Yas Marina Lewis è stato raggiunto da una notizia non particolarmente bella. Infatti il britannico si è dovuto presentare dai commissari sportivi per una irregolarità commessa dopo la bandiera a scacchi del primo turno di libere. Il motivo? L’aver inserito la retro dopo essere andato lungo oltre la linea che separa la pista dalla pit lane.

Dopo aver percorso qualche metro il 33enne ha cambiato idea, bloccando la vettura e innestando la retromarcia per riprendere la corsia verso la pit-lane. Analizzato l’episodio, ascoltato l’interessato ed esaminato la telemetria, gli steward hanno emesso un verdetto, ossia quello di una reprimenda.

Si tratta della seconda inflitta al driver di Stevenage nel corso di questa stagione.Inoltre non è la prima volta che si rende protagonista di un “cambio programma” all’ultimo.

Chiara Rainis

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