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Max Verstappen (©Getty Images)

Pilota scapestrato negli anni ’90 Jos Verstappen è passato agli onori delle cronache più per il suo carattere facilmente infiammabile che per le sue capacità di guida. Più volte passato dalla galere olandesi per aver malmenato fidanzate, papà e personaggi vari della famiglia, il 46enne ha sin da neonato plasmato il figlio Max perché diventasse una macchina da guerra in pista e bruciasse le tappe per diventare qualcuno in F1.

Presente in maniera ossessiva nell’hospitality energetica per controllare e dirigere il suo figliolo in ogni sua mossa, dopo il catastrofico weekend di Montecarlo che ha visto il #33 andare a saggiare l’ennesimo muro, sarebbe stato allontanato dai vertici del team austriaco, convinti della cattiva pressione esercitata nei confronti del 20enne. A ragione o no non si sa, sta di fatto però che in Canada, senza la sua presenza Mad Max ha dominato i primi tre turni di prove e in gara ha concluso terzo senza alcuna sbavatura.

“Abbiamo voluto fare questa prova. Era la prima volta che si trovava solo nel weekend. Per lui è stata senz’altro una cosa differente“, ha spiegato il boss Christian Horner a Motorsport.com. “Se ciò ha contribuito o meno alla buona performance è impossibile da dire”.

“Lo abbiamo coinvolto in tutte le operazioni del weekend e lui ha risposto facendo un ottimo lavoro e una corsa solida che lo ha portato a chiudere ad appena un decimo da Bottas”, ha aggiunto
l’inglese evidenziando come la maggior libertà del driver nato ad Hasselt. “Il suo approccio è stato molto diverso rispetto al solito e questo solamente perché era solo. Sono davvero soddisfatto del suo operato al Gilles Villeneuve. E’ un talento entusiasmante. Come in qualsiasi disciplina capita di avere dei momenti negativi. E’ evidente che nel suo caso è stato tutto molto mediatizzato. Speriamo che questa fase sia archiviata dopo il buon fine settimana canadese”, l’augurio di Horner.

Chiara Rainis