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Red Bull (Red Bull Twitter)

Il tempo record segnato da Lewis Hamilton nelle qualifiche dell’Australia non è per nulla andato giù alla concorrenza e se per primo a punzecchiare l’inglese sullo strano picco di performance nel Q3 dopo due fasi iniziali nella normalità, era stato Sebastian Vettel durante la conferenza stampa post sessione, ora è la Red Bull a sollevare la questione addirittura sollecitando l’intervento dalla FIA.

In pratica gli energetici hanno voluto presentare formale richiesta alla Federazione per ottenere il divieto della “modalità festa” in qualifica e l’utilizzo invece di mappature del motore identiche a quelle di gara.

“In Mercedes si erano innervositi per via dell’incidente di Bottas, per cui all’improvviso hanno azionato il “full power” con Ham, cosa che di solito non fanno. Ciò significa che ci hanno preso in giro. Noi, come squadra, di solito facciamo sempre la parte dei lamentosi, ma dopo quanto accaduto a Melbourne anche gli altri si sono svegliati e hanno cominciato a discutere”, ha affermato il talent scout Helmut Marko. “A mio avviso basterebbe poco per risolvere la questione, ossia rendere uniforme il “mode” del sabato pomeriggio e quello della domenica. Sarebbe un provvedimento facilmente attivabile dalla prossima corsa, in modo da non veder ripetuti simili episodi”.

Del medesimo avviso anche il boss della squadra austriaca Christian Horner: “Possono raccontare quello che vogliono, ma è chiaro che quello è stato un vero “party”. La differenza almeno tra le due ultime tranche è stata significativa. Vero è che Max Verstappen ha commesso un errore e senza quello avrebbe potuto rientrare nel mezzo secondo di distacco. Comunque ritengo sia un’idea da prendere in considerazione quella di fissare le mappe. Nel momento in cui ci si prepara per la qualifica, in parco chiuso, si definisce cosa usare per il GP. Adesso starà alla Federazione lavorare su questa proposta”, ha dichiarato l’inglese.

Chiara Rainis

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