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Kimi Raikkonen (©Getty Images)

Scattato dalla seconda posizione Kimi Raikkonen ha visto il suo GP della Cina rovinarsi sin dai primi metri. Incapace di tenere lo spunto del poleman Sebastian Vettel, il finnico si è fatto beffare subito anche dalla Mercedes di Valtteri Bottas e poco dopo dalla Red Bull di Max Verstappen. Insomma una corsa in salita a semafori appena spenti che pian piano si è complicata ulteriormente fino al momento della sosta quando addirittura è scivolato in sesta posizione.

Quindi l’evento che avrebbe potuto mettere fine alle speranze di podio: la Safety Car entrata in pista per permettere ai commissari di pulire il tracciato dai detriti lasciati dalle Toro Rosso di Pierre Gasly e Brendon Hartley. Un episodio che ha fatto accendere la lampadina alla Red Bull, la quale al volo ha richiamato i suoi ai box per mettere le soft. Dotati quindi di mescola più soffice i due ragazzi energetici hanno cominciato a volare. Daniel ha fatto sorpassi a manetta fino ad arrivare vertice, mentre il solito Mad Max non si smentiva mandando in testacoda assieme a lui la Rossa di Seb. Ecco dunque l’aiutino ad Iceman che con due avversari in meno si è acchiappato l’ultima piazza utile della top 3, ingaggiando sul finiale una bella battaglia con il connazionale di Stoccarda per il secondo posto.

“Ho fatto uno start piuttosto deludente. Sono arrivato al bloccaggio e altri mi hanno sfilato”, il racconto del 38enne di Espoo. “Peccato che la vettura di sicurezza sia giunta proprio dopo essere passato alle medie, ma se non altro mi ha dato una mano a riavvicinarmi al gruppo di testa. Poi nelle battute conclusive malgrado non fossi messo male in termini di velocità, ho accusato un calo nelle prestazioni delle coperture. Nel complesso non è andata male. Considerato che ad un certo punto non avevo nulla in mano, i punti raccolti mi devono far essere contento”.

Sul fronte generale il pilota Ferrari  occupa la quinta posizione con 30 lunghezze.

Chiara Rainis