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Griglia F1 Monza 2017 (©Getty Images)

Che il servizio pubblico televisivo italiano non sia più quello dei tempi migliori è cosa nota. Sono ormai anni, infatti, che si protesta per un canone troppo elevato a dispetto di una programmazione al di sotto di qualunque attesa. Questo mercoledì, per dare ulteriore appoggio agli spettatori giustamente adirati, si sono aggiunti anche i giornalisti di Rai Sport, che male hanno accettato la scelta dei vertici di regalare a Mediaset la world cup di football  e alla sola Sky le gare del Circus, tanto da voler dichiarare lo sciopero.

“Ci scusiamo per il disagio, ma è una protesta necessaria, per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate a poter assistere gratuitamente ai più importanti eventi sportivi che, registrano sempre straordinari risultati di ascolto”, si legge sul comunicato ufficiale firmato da Vittorio di Trapani, Segretario Usigrai. “La Rai invece non trasmetterà in diretta alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la F1. Tutto a beneficio della concorrenza privata. L’azienda e il direttore di Rai Sport hanno fatto scelte di segno contrario, per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne. Riteniamo inaccettabile che ormai lo sport sia un privilegio dei pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv. Noi vogliamo invece che sia di tutti e per tutti”.

La risposta

“L’agitazione è incomprensibile perché ignora che l’azienda investe oltre 200 milioni di euro l’anno in trasmissioni sportive. Con l’eliminazione dell’Italia la Rai non poteva sostenere ulteriori e ingenti investimenti dettati da sole ragioni commerciali; non è un caso che altri servizi pubblici di importanti Paesi europei, pur con le loro nazionali qualificate alla fase finale, non trasmetteranno le partite dei Mondiali di Russia. Sorprende infine che, invece di valorizzare gli eventi di cui Rai detiene i diritti come la Coppa Italia, i giornalisti abbiano deciso di privare i telespettatori del loro autorevole commento”, ha rimbeccato infine la dirigenza di Viale Mazzini decisamente convinta della scelta fatta.

Chiara Rainis