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Jenson Button, BAR, F1 (©Getty Images)

E’ innegabile che per tentare di ribaltare il proprio destino da ninnananna della domenica pomeriggio, la F1 abbiamo ultimamente tentato la carta delle alte velocità di punta. Dopo un paio di campionati ibridi deludenti sotto il punto di vista della top speed, il Circus ha provato a correre ai ripari attraverso i circuiti prima che ancora che le monoposto. Di conseguenza non può che sorgere spontanea la domanda su quali riscontri potremo vedere in un 2018 presentato con un momento di rinascita della disciplina.

In attesa di scoprirlo ripassiamo quanto accaduto finora. O almeno dal 2000 ad oggi. Era il 2004 quando la Williams BMW di Antonio Pizzonia toccava i 369,9 km nel corso del GP d’Italia. Appena dodici mesi dopo era Kimi Raikkonen con la McLaren Mercedes a sfiorare i 370,1. Stesso luogo e stesso anno ma in fase di test Juan-Pablo Montoya su McLaren piazzava un 372,6 km/h di tutto rispetto. Da allora niente di eclatante fino al 2016 quando sul nuovissimo tracciato cittadino di Baku, durante le prove libere Valtteri Bottas su Mercedes raggiungeva i 378 km/h, mentre per quanto concerne le scorso mondiale chi ha fatto meglio è stato Sebastian Vettel su Ferrari quando in Messico è arrivato fino ai 362,4 km/h.

Il record

In realtà c’è qualcuno che ha fatto di più al volante di una F1. Si tratta di Alan Van der Merwe, ex collaudatore BAR Honda e ai più noto come l’uomo alla guida dell’Auto Medica che vediamo su tutte le piste del calendario. L’anno è il 2005 e la macchina è quella utilizzata dagli ufficiali Takuma Sato e Jenson Button.

“Quando mi parlarono della possibilità di salire fino ai 400 km/h mi sembrò impossibile, ma mi tranquillizzarono a proposito del motore potenziato”, il racconto del sudafricano che per fare la prova volò nello Utah e nel suo caratteristico deserto salato. “Ricordo che le gomme sul sale pattinavano e la centralina elettronica si bloccava. Per aumentare la stabilità aggiungemmo una pinna. Fu un’esperienza davvero atipica. Il tratto a disposizione era largo 200 metri e lungo 17 km. Per far certificare il record dalla FIA dovetti ripeterlo due volte, in andata e in ritorno. Alla fine raggiunsi i 400,454 km/h, ma poi tornando indietro non fui in grado ti tenere quel ritmo e ne uscii con una media di 397,36 km“.

Durante il test preparatorio a Mojawe-Wüste, Van del Merwe si spinse fino a 413,205 km/h, ma lì la direzione era soltanto una.

Qui il link per assaporarsi il tentativo https://www.youtube.com/watch?v=hSkyTHVpArk&t=216s
Chiara Rainis