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Fernando Alonso (©Getty Images)

Il caso Fernando Alonso ha ormai assunto dimensioni gigantesche. Le sue frustrazioni per i continui ko in pista a causa dell’inaffidabile motore Honda che dalla F1 lo hanno colpito trasversalmente anche alla 500 Miglia di Indianapolis hanno coinvolto dal punto di vista umano un po’ tutti. Ultimo tra i solidali, il celebre attore hollywoodiano Michael Douglas, che ospite della McLaren in Canada in quanto amico intimo di uno dei proprietari, ossia Mansour Ojjeh, ha espresso il proprio supporto e non solo.

“Nando mi piace moltissimo. E’ un pilota favoloso, uno dei migliori della storia, ma credo che questo sarà il suo ultimo anno nel Circus”. La sentenza di uno dei protagonisti di Basic Instinct. “Non so quale sarà la sua decisione esattamente e cosa farà, ma è un ragazzo incredibile. Sinceramente mi dispiace molto vedere la squadra così in crisi. Mi aspettavo molto di più dal rinnovato binomio con Sakura”.

Alonso preoccupato

E proprio al termine del weekend canadese che lo ha visto tornare al box con due tornate d’anticipo mentre occupava la decima piazza lo spagnolo ha mostrato sentimenti di quasi rassegnazione. “Dopo 16 stagioni non mi cambia la vita portarmi a casa un punto o meno. Tuttavia i meccanici che stanno lavorando notte e giorno per sostituire le power unit rotte meriterebbero una ricompensa”. Ha affermato con altruismo. Quindi a proposito delle novità che sarebbero dovute arrivare al Gilles Villeneuve e che invece sono state rimandate a Baku il 35enne ha detto: “Non ho informazioni a riguardo. Non so neppure che aggiornamenti ci saranno non essendo un progettista di propulsori”.

“Quanto successo domenica è stato deludente, specialmente perché in questa occasione la MCL32 era al top, ma tutti mi sorpassavano in rettilineo”. Ha chiosato amaramente Fernando Alonso.

“E’ difficile trovare le parole giuste per esprimere la tristezza e il disappunto per questo ennesimo mancato risultato. Purtroppo non siamo stati bravi abbastanza”. Ha cercato di giustificarsi il responsabile del muretto di Woking Eric Boullier.

Chiara Rainis