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Kevin Magnussen (©Getty Images)

Le forte dichiarazione rilasciata qualche giorno fa da Kevin Magnussen ha fatto scoppiare un gran dibattito e per questo il danese si è sentito in dovere di fornire al mondo del motorsport una spiegazione. Per quanti non avessero letto il precedenti articolo, il driver della Haas aveva detto: “Non amo i compromessi. Voglio sempre dare il 100%. Non mi tiro indietro e sono pronto a mettere la mia vita a rischio, a morire in macchina. Quanto indosso il casco e parto, per me esiste solo quello. Amo la mia famiglia e ho diverse passioni, però quando sono nell’abitacolo nient’altro ha significato per me”.

Parole di un certo peso, insomma, che non sono passate inascoltate, soprattutto alla luce delle ruotate con Pierre Gasly nel corso del GP dell’Azerbaijan dello scorso weekend, e che ora il driver di Roskilde ha motivato: “L’intervista era stata fatta prima di Baku, dunque le mie affermazioni non potevano riguardare l’incidente con la Toro Rosso. Tra l’altro subito dopo la corsa mi sono scusato con lui più volte. Non intendevo assolutamente stringerlo verso il muro”.

“Per quanto concerne il resto, io non voglio assolutamente morire su una macchina da competizione. Con quella frase volevo dire che sono pronto a dare sempre il massimo che è in mio potere per raggiungere il successo. Il che non ha nulla a che vedere con incidenti o possibili penalità, ma con il finire le gare nelle posizione migliore possibile”, ha proseguito. “In questo momento sto vivendo il mio sogno da bambino che era quello di gareggiare in F1. Un desiderio su cui ho investito tutta la mia vita ed è quindi naturale per me metterci in ogni occasione il 100% per arrivare al top. Il giorno che non dovessi aver più interesse a farlo, mi ritirerò subito”.

Nel post round azero Gasly aveva definito Magnussen “il pilota più pericoloso contro cui si è confrontato”.

Chiara Rainis