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Lewis Hamilton (©Hamilton Twitter)

Intervenuto in un evento organizzato dalla Mercedes assieme al title sponsor Petronas a Kuala Lumpur, Lewis Hamilton è tornato a parlare del campionato appena concluso ad Abu Dhabi e vinto in Messico dopo una lunga battaglia con la Ferrari, in gran forma fino all’Ungheria, ma dal post vacanze estive apparsa abbastanza annebbiata. A questo proposito, dopo aver elogiato il lavoro delle Frecce d’Argento per aver centrato il doppio obiettivo coppa piloti e costruttori, l’inglese ha reso merito agli avversari.

“Ognuno ha la sua opinione su chi sia il migliore. A mio avviso considerato anche i titoli conquistati, Sebastian Vettel resta il più temibile per il 2018”, ha dichiando parlando alla platea di lavoratori delle immense Petronas Tower. “Già quest’anno si è rivelato piuttosto complicato mettermi dietro sia il tedesco, sia la Rossa. In alcune gare, infatti, si sono dimostrati davvero forti. Noi però siamo stati in grado di rispondere e alzare l’asticella, e alla fine l’abbiamo spuntata”.

Dal Belgio la rinascita

Malgrado l’accoglienza da stadio e la vasta presenza di tifosi pronti ad acclamarlo all’esterno, il driver di Stevenage non si è lasciato prendere dall’entusiasmo e ha così commentato la stagione che lo ha condotto al quarto titolo in carriera. “In avvio abbiamo accusato qualche problema con la macchina, di conseguenza alcuni GP sono stati piuttosto complicati. La SF70-H invece è stata competitiva su tutti i circuiti e la sua costanza ha contrastato i nostri alti e bassi. Tuttavia nella seconda fetta di mondiale abbiamo fatto progressi. Ci siamo concentrati sulle debolezze e siamo stati capaci di raccogliere punti sia quando eravamo favoriti, sia quando le cose non sono  andate alla perfezione”.

“Abbiamo capito quali fossero gli elementi da rivedere e l’insegnamento tratto potrà tornarci comodo per il futuro”, ha poi puntualizzato. Infine da buon ruffiano Ham ha strizzato l’occhio ai malesi. “Qui ho ricevuto un sostengo incredibile sia da parte dei dipendenti dell’azienda, sia dalla gente comune. In questo modo ho capito cosa ho raggiunto”.

Chiara Rainis