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Lewis Hamilton (©Getty Images)

Lewis Hamilton è senz’altro lo sconfitto del GP d’Australia 2018. Pompato a mille dopo la pole position con record del circuito di sabato il pilota Mercedes si era messo addirittura a sbeffeggiare i ragazzi della Ferrari in conferenza stampa, promettendo di togliere il sorriso dalla faccia di Vettel, e imputando a Raikkonen un atteggiamento da festaiolo. Una sicurezza nei propri mezzi che alla fine non ha pagato visto che al termine del 58° giro è giunto soltanto secondo.

“A dir la verità è stato un weekend eccezionale”, ha cercato di mitigare l’amarezza a parole. “Tanto di cappello a Sebastian e alla sua squadra. In corsa si sono dimostrati più forti rispetto a noi e hanno gestito meglio la strategia del cambio gomme. Adesso ci resta solo da analizzare i motivi che hanno portato alla sconfitta”. Come affermato dallo stesso driver di Stevenage la chiave della gara è stato il pit stop posticipato del tedesco che gli ha consentito di guadagnare terreno e dunque passare avanti una volta montate le soft. “Tutto sommato Seb non ha mai creato un buco importante, per cui sono riuscito a metterlo sotto pressione, tuttavia l’aerodinamica disturbata e qualche errore seminato qua e là, compreso un bloccaggio, mi hanno impedito di prenderlo e superarlo. Senza dimenticare che ho dovuto salvaguardare il motore che rischiava di surriscaldarsi”.

“Penso di aver tenuto un ritmo eccellente, ma quello di Melbourne pur essendo un circuito fantastico non è esattamente agevole per le manovre. Spero di rifarmi in Bahrain fra due settimane”, ha concluso Ham.

Intanto nel garage di Stoccarda il boss Toto Wolff metteva in luce un possibile intoppo tecnico. “Adesso dovremo cercare di capire cosa è successo. A quanto pare c’è stato un problema di sistema”, ha confidato l’austriaco. “In pratica ci ha segnalato che a Lewis bastavano 12″ per mantenere la leadership ed invece come abbiamo visto è andata diversamente”.

Chiara Rainis