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Williams (©Getty Images)

La risposta avrebbe dovuto arrivare questo venerdì ed invece la Williams ha deciso di rimandare tutto all’anno prossimo. Se sia per indecisione sulla via da seguire, o giusto per riflettere sugli ultimi dettagli prima dell’annuncio di Sergey Sirotkin, resta ancora un mistero.

Sta di fatto che fino a gennaio non sapremo chi affiancherà Lance Stroll sulla FW41. A rafforzare comunque la tesi che sarà il russo e non il tanto atteso Kubica, il commento rilasciato in questi giorni dall’ex driver ufficiale Felipe Massa secondo cui, “la scelta del team  dipenderà più dai soldi offerti, che dalle capacità effettive del pilota”.

Dati alla mano il gioco sembrerebbe quindi fatto visto che Robert tramite gli sponsor trovati dal suo attuale manager personale Nico Rosberg ha finora raccolto “appena” 8 milioni, mentre il biondo dagli occhi di giacchio, spinto dal governo di Vladimir Putin e dalla SMP, struttura automobilistica fondata da Boris Rotenberg,  sarebbe pronto a sborsare subito 15 milioni di dollari a stagione per 2 campionati con l’opzione per un terzo, senza dimenticare che il suo nome è passato immediatamente in cima alla lista dei papabili dopo il test effettuato ad Abu Dhabi, il 28 novembre scorso, per ragioni mai palesate.

Cosa è successo fino ad oggi

Chi ha seguito in questi mesi la vicenda, diventata ormai una vera e propria telenovela si ricorderà che fino a quella data, la sfida sembrava ridotta a due pretendenti: il polacco, appunto, e la riserva della scuderia di Grove Paul di Resta, mentre gli altri candidati emersi man mano, ossia Daniil Kvyat e Pascal Wehrlein, erano stati relegati presto in secondo piano. Il giovane di Ufa, con ogni probabilità perché cacciato in malo modo in due occasioni: da Red Bull prima del GP di Spagna del 2016 e poi dalla Toro Rosso alla viglia della gara della Malesia, con una possibilità a gettone di tornare in pista ad Austin, per poi essere rimesso in panchina. Il tedesco invece poiché dotato di abilità di guida, ma non finanziarie non fosse che sostenuto dalle buone parole del mentore Toto Wolff.

Chiara Rainis