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Sauber (©Getty Images)

Liberatasi del veto imposto dall’ex capo McLaren Ron Dennis la Honda sarebbe ormai prossima alla firma con la Sauber per la fornitura dei propulsori per il 2018. Fedele all’unità Ferrari dal 2010 la scuderia di Hinwil passerebbe quindi alla concorrenza per fare quello step avanti al momento impossibile. Infatti le attuali C36 di Marcus Ericsson e Pascal Wehrlein sono spinte da PU rossa del 2016. Una scelta kamikaze operata da Monisha Kaltenborn lo scorso campionato per tentare di salvare in extremis una squadra messa ko dai problemi economici.

Secondo quanto riportato da Motorsport.com l’annuncio sarebbe atteso nei prossimi giorni visto che i motoristi saranno chiamati a definire i loro programmi tramite comunicazione alla FIA entro il prossimo 6 maggio.

A questo proposito si era espresso in occasione del GP del Bahrain anche il responsabile del muretto di Woking Eric Boullier. Favorevole a condividere gli oneri/onori di una collaborazione con il gruppo di Sakura. “Più siamo meglio è”. Aveva dichiarato. “Sebbene ci sarà dun prezzo da pagare, ossia la ridefinizione delle risorse per la costruzione di più power unit. Ad ogni modo comunque andrà siamo dei partner e sosterremo la loro decisione. L’importante che non porti svantaggi a noi”.

McLaren in cerca di aiuto

Intanto nelle prossime ore il Gruppo Strategico dovrebbe definire il piano salva Honda. Costantemente alle prese con problemi di affidabilità e performance. Un aiutino per agevolare il recupero dei nipponici nei confronti dei rivali.

“Non credo che gli altri avranno intenzioni di venirci incontro, tuttavia ritengo sarebbe più corretto e positivo per la F1 se tutti partissero più o meno dalla medesima base”. Ha affermato il manager francese. “Non dico che dovremmo ritrovarci a lottare con il propulsore migliore. Se non altro ridurre il gap a circa tre decimi”. Ha spiegato. “Adottare una soluzione del genere significherebbe attrarre costruttori e tifosi a fronte di conseguenti battaglie ravvicinate. Sono ad ogni modo consapevole che questo è un ambiente competitivo”.