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Robert Kubica (©Williams Twitter)

Il suo esordio con la Williams FW40 sul circuito di Abu Dhabi in occasione dei test Pirelli Robert Kubica lo ha terminato al nono posto. Il driver di Cracovia ha completato 100 giri e firmato un 1’41″296, 3″5 più lento del capoclassifica Kimi Raikkonen. Capace di completare l’intero programma previsto per questo primo assaggio di F1 bis, il 32enne ha portato a termine e con passo costante le quattro simulazioni di gara previste, mentre mercoledì pomeriggio dalle 15 e le 18 tornerà in pista per tentare di ottenere la prestazione e mostrare il suo livello in termini di velocità pura.

“Penso sia stata una giornata produttiva, utile ed intensa. Anche se non ho guidato tutto il giorno, ho avuto il tempo per familiarizzare con molte novità: dalla monoposto, alle diverse tipologie di gomme. Spero quindi che la squadra sia soddisfatta dei feedback ricavati”, ha dichiarato alla fine.

Facendo un parallelo con la prova effettuata a Silverstone e a Budapest con l’auto del 2014 l’ex WRC ha detto: “Rispetto alle volte precedenti ho affrontato moltissime novità, è stato come il primo giorno di scuola: la macchina, il genere di pista e gli pneumatici visto che oggi abbiamo verificato le mescole che vedremo nel 2018. Per quanto riguarda l’assetto adottato ho mantenuto quello base preparato dal team. Non essendo un test vero e proprio non abbiamo apportato cambiamenti. Il focus doveva essere sulle gomme e così abbiamo fatto. Nel complesso sono soddisfatto”. Parlando in seguito delle sue condizioni fisiche ha spiegato: “Sto cercando di imparare il più possibile. Ovviamente non sono nella stessa situazione di sette anni fa, ho dei limiti e devo adattarmi. Un aspetto positivo è stato il riuscire ad analizzare le reazioni del mio corpo e capire che con i chilometri le buone sensazioni aumentano. Una cosa che mi ha dato fiducia.

Il futuro, un’incognita

Quindi sulla chance di rivederlo in griglia il prossimo campionato Bobby K ha argomentato: “Quello che porterà il domani non lo so, ma posso dire che ripensando a dodici mesi fa mi sento orgoglioso. Certo, dopo una giornata come quella odierna se poi non accadrà nulla ci sarà un po’ di sconforto perché mi sento a mio agio. Finora ho colto le opportunità che sono arrivate cercando di sfruttarle al meglio in un percorso a step. C’è qualcuno che dice che sto guidando con una mano sola e non è vero. Credo sia impossibile! Ma di sicuro ho alcune limitazioni, di conseguenza in qualche modo il mio fisico ha usato delle compensazioni. Sul fronte psicologico penso poi di aver fatto un ottimo lavoro, mi sento molto più forte di quanto fossi nel 2010″.

Infine sulla collaborazione con Rosberg, ora suo manager personale, ha concluso: “È bello che Nico si sia unito a questo progetto. All’inizio è stato un po’ strano… lo conosco da quasi 20 anni e siamo sempre stati in gara uno contro l’altro. Ci siamo incontrati nel karting, poi dopo aver percorso strade differenti nelle categorie minori ci siamo ritrovati nel Circus. Sono davvero contento di lavorare con lui. Ha vinto un mondiale, conosce perfettamente cosa vuol dire essere un pilota, e anche se siamo due personaggi diversi, parliamo la stessa lingua! Ci completiamo a vicenda”.

Chiara Rainis

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