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Kimi Raikkonen (©Getty Images)

A salvare la domenica messicana della Ferrari ci ha pensato lui. Per una volta i detrattori di Kimi Raikkonen si sono dovuti ricredere. Scattato dalla quinta posizione ma rimasto chiuso dalla bagarre di chi si stava giocando il vertice del gruppo, Iceman è presto scivolato dietro alla Renault di Carlos Sainz in ottava piazza. Ciò nonostante non ha mollato e anche aiutato dall’incidente alla prima curva che ha tolto di scena in un sol colpo Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, è riuscito a recuperare qualche posto e ad accaparrarsi l’ultimo gradino del podio a disposizione. Il 90° della sua carriera.

“Lo start non è stato male, però Bottas mi ha affiancato e non ho più trovato spazio. A quel punto chi era alle mie spalle sfruttando la scia è riuscito a passarmi. Nei primi due cambi di direzione ho perso parecchio, per cui ho dovuto attendere che chi era davanti si fermasse per il cambio gomme in modo da riprendere la velocità necessaria”, ha raccontato nel post gara, a proposito delle battute iniziali, che lo hanno visto in surplace fino a quando lo spagnolo della scuderia di Enstone non è rientrato al box. “Poi, quando sono riuscito a raggiungere la top 3 non ho più potuto fare nulla, perché i due che mi precedevano erano ormai troppo lontani”.

Infine dopo aver ammesso di non essersi trovato a perfetto agio con l’assetto scelto sia per le qualifiche , sia per la corsa, il finnico ha parlato della rimonta del #5 che, come Ham, al  pronti via ha visto quella che doveva essere una tranquilla domenica trasformarsi in un incubo, finito  al meglio per il pilota Mercedes incoronato quattro volte iridato, mentre  rimasto tale per il tedesco, soltanto medaglia di legno di giornata.

“Al momento in cui è arrivato al quarto posto, il gap tra me e Valtteri e tra  me e Seb si aggirava attorno ai 23″/26″. Mancavano pochi giri, dunque ho solo portato a casa l’auto”, ha concluso Raikkonen mettendo il muto a chi gli avrebbe potuto chiedere di possibili ordini di scuderia.

Chiara Rainis